I libri italiani letti da un corrispondente straniero. Questa settimana Michaela Namuth corrispondente tedesca freelance.
Tutto comincia con la pastina in brodo per poi passare al terremoto del Belice del 1968, la morte di Aldo Moro, il matrimonio con Alba e la mafia degli zii siciliani arrivando alla fine all’omicidio dell’amico e sociologo Mauro Rostagno, entrambi collaboratori di una tv locale siciliana a forte vocazione antimafiosa. Giacomo Pilati, giornalista e scrittore, racconta in brevi capitoli una vita da ragazzo e adulto a Trapani, città di mare e saline. Descrive “un’educazione siciliana” , come dice il sottotitolo del libro. Dentro c’è il profumo della zagara ma anche quello del cavolo bollito nelle case povere del centro storico trapanese. Pilati sa raccontare bene, crea atmosfere. Alla fine si chiede cosa sia cambiato nella sua città dal 1988, quando Rostagno è stato massacrato dai killer mafiosi come Peppino Impastato dieci anni prima di lui. Negli anni successivi “la mafia ha eliminato un’altra fetta della società migliore” e i giovani hanno continuato a emigrare. Ma rimane anche la memoria del rumore del mare e il sapore del Marsala nel bicchierino del padre che ogni sabato pulisce i mobili con il Pronto. Un libro consigliato a chi vuole scoprire una Sicilia complessa, vera protagonista di questo libro. ◆
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Questo articolo è uscito sul numero 1666 di Internazionale, a pagina 86. Compra questo numero | Abbonati