Quest’anno Asisat Oshoala ha fatto ancora una volta la storia vincendo la Champions league con la squadra femminile del Barcellona. Da quando è diventata professionista nel 2013, questa calciatrice nigeriana di 26 anni ha vinto trofei con squadre di club e nazionali e ha conquistato una serie di primati. Nel 2015 è diventata la prima donna africana a giocare nella Women’s super league (Wsl) inglese. È stata ingaggiata dal Liverpool, che l’ha scelta dopo le sue eccezionali prestazioni al Mondiale under 20 del 2014.
Nel 2020 Oshoala ha uguagliato il record della connazionale Perpetua Nkwocha, conquistando per quattro volte il premio di calciatrice africana dell’anno. Nel 2019 tra l’altro è diventata la prima donna africana a segnare un gol nella finale della Champions league, l’unica rete del Barcellona contro le quattro del Lione. Nel 2021 è stata anche la prima donna africana a vincere la competizione e nel corso della sua carriera ha conquistato trofei in tre continenti.
“A essere onesti, non avevo alcuna intenzione di giocare a calcio a livello professionistico”, racconta Oshoala. “Da ragazza il pensiero di giocare al di fuori di una strada non mi passava per la testa. Il calcio era una via di fuga: per me rappresentava la libertà di esprimermi”.
Oshoala è cresciuta a Ikorodu, una cittadina nello stato di Lagos. Da bambina ha dovuto fare i conti con l’opposizione dei genitori, che non vedevano di buon occhio le sue attività sportive. I compagni di scuola la prendevano in giro perché giocava a calcio e dicevano che stava sprecando il suo tempo.
E così Oshoala usciva di nascosto di casa, la domenica, per giocare con gli amici, spinta non solo dal piacere personale ma anche dal desiderio di dimostrare agli altri che avevano torto.
Quando nel 2013 è arrivata l’opportunità di trasferirsi nella città di Port Harcourt, nel sud del paese, e giocare per i Rivers Angels, era molto felice di lasciare Lagos. “Potevo stare da sola e giocare quando volevo. Mi sono detta: ‘Mi danno questa opportunità, farò in modo di non sprecarla’”.
Quella decisione ha segnato una svolta nella sua carriera. Un anno dopo è stata la figura di spicco della squadra nigeriana arrivata fino alla finale del Mondiale under 20 in Canada. La Germania ha vinto il trofeo nei tempi supplementari, ma in tutto il torneo nessuna giocatrice ha segnato più di Oshoala, che ha fatto sette gol. Tutti le hanno fatto i complimenti, in particolare due persone per lei molto importanti. “Dopo la coppa del mondo i miei genitori hanno cominciato a sostenere la mia carriera. In quel torneo avevo vinto la Scarpa d’oro e il Pallone d’oro (il premio come miglior marcatrice e come miglior giocatrice). A quel punto hanno cambiato idea e mi hanno detto: ‘Ok, pensiamo che questa sia la tua strada. Ti sosterremo ovunque tu vorrai arrivare nel calcio’”, racconta l’atleta.
◆ 1994 Nasce a Ikorodu, in Nigeria.
◆ 2013 Diventa una calciatrice professionista.
◆ 2014 Partecipa ai Mondiali under 20, dove si fa notare per le sue ottime prestazioni.
◆ 2015 Viene ingaggiata dal Liverpool e va a giocare nel campionato inglese.
◆ 2017 Entra a far parte per due anni del Dailan, una squadra cinese.
◆ maggio 2021 Dopo essersi trasferita al Barcellona diventa la prima donna africana a vincere la Champions league.
Il tempismo è stato perfetto, perché Oshoala aveva fatto un patto con i genitori: se non avesse avuto successo prima dei vent’anni, avrebbe lasciato il calcio e studiato legge. Dal suo passaggio al Liverpool nel 2015, Oshoala si è affermata come una delle calciatrici più importanti di tutta l’Africa. La sua breve esperienza con l’Arsenal nel 2016 ha portato alla squadra un trionfo in Fa Cup (la coppa nazionale inglese), poi è passata alla squadra cinese Dalian Quanjian. Con questa nel 2017 è diventata la capocannoniera della Super league femminile cinese, segnando 12 gol che hanno aiutato il suo club a vincere il titolo.
Finali perse e finali vinte
Dopo essere tornata in Europa nel gennaio 2019, Oshoala si è trasferita al Barcellona. La squadra spagnola ha vinto il suo primo campionato in cinque anni, qualificandosi per la Champions league e perdendo la finale contro il Lione.
Il triste risultato per il Barcellona è stato in parte reso più allegro dallo storico gol di Oshoala, che è diventata la prima donna africana a segnare in una finale di Champions league. “L’ho scoperto su Twitter”, dice. “A essere onesta, penso di saperne poco o nulla di storia del calcio femminile, soprattutto di quello africano. Un sacco di gente si è congratulata con me, dicevano che ero stata ‘la prima a farlo’. È stato allora che ho cominciato a leggere alcuni tweet e mi sono detta: ‘Accidenti, ho un doppio motivo per festeggiare!’”. Può sembrare sbagliato che una giocatrice celebri un risultato personale dopo una sconfitta così pesante per la sua squadra. Ma Oshoala è orgogliosa di quello che è riuscita a raggiungere. Due anni dopo il Barcellona ha battuto il Chelsea in finale.
Le sfide che Oshoala ha affrontato per farsi strada in questo sport l’hanno motivata a creare, nel 2019, una fondazione per le giovani calciatrici a Lagos. “Gli uomini hanno un sacco di opportunità. Giocano partite amichevoli e tanti tornei locali. Molti osservatori volano in Nigeria per vedere giocare i calciatori, portarli all’estero e così via. Le ragazze non hanno possibilità simili, ed è per questo che ho deciso di creare una fondazione. Voglio permettere alle donne di giocare a calcio. Mi piace raccontare la mia storia”, spiega Oshoala. E aggiunge: “Se una di loro cerca di emularmi è una cosa positiva, perché sento di aver dato il buon esempio. Ma vorrei che qualcuna si facesse avanti e dicesse: ‘Voglio battere i record di Asisat Oshoala’. Questo è lo spirito, questo è ciò che rende grande una calciatrice. Il più delle volte alle ragazze che hanno talento per il calcio viene impedito di giocare. Sono insultate e spesso costrette ad abbandonare l’idea di fare carriera nello sport. Ma se potrò essere d’ispirazione per qualcuna, incoraggiandola a ignorare il chiacchiericcio e i commenti negativi, a seguire la sua strada e a inseguire i suoi sogni, quella sarà una grande vittoria per la mia fondazione”.
Un impegno per l’Africa
Asisat Oshoala ha rivelato che quando appenderà gli scarpini al chiodo si dedicherà totalmente a sostenere il calcio femminile nel continente. Ma vuole farlo già a partire da adesso.
La Nigeria è la nazionale africana femminile di maggior successo, e in questo momento sarebbe facile sedersi sugli allori. Ma Oshoala dice che si può e si deve fare di più per promuovere il calcio africano nel mondo. “Sento che la federazione africana (Caf) sta facendo degli sforzi. Ma avrebbe dovuto cominciare anni fa. Anche i mezzi d’informazione dovrebbero dare maggiori possibilità di crescita al settore”. Con il giusto ambiente e un’amministrazione competente, dice Oshoala, il calcio femminile africano avrebbe il potenziale per competere a livello globale. “Abbiamo giocatrici come la sudafricana Thembi Kgatlana e la ghanese Elizabeth Addo. Un sacco di grandi atlete vengono dall’Africa. Onestamente, se avessimo le opportunità che hanno le squadre europee, come il fatto di giocare partite amichevoli a distanza di pochi giorni, con un calendario che si concilia con quelli della Fifa, vi assicuro che una squadra africana arriverebbe alla finale dei Mondiali. Puoi avere un dono, ma se non lo sfrutti, allora altre persone ti passano avanti, e penso che stia succedendo proprio questo”, spiega.
Oshoala aggiunge: “Le giocatrici africane stanno raggiungendo il successo nei campionati europei, dominano in un campionato competitivo come quello cinese e in altri paesi. Questo dimostra che in Africa il talento esiste. Se i responsabili del calcio in tutto il continente migliorassero le strutture, e garantissero alle donne un trattamento da vere professioniste quali sono, non avete idea di quali risultati potremmo raggiungere”. ◆ ff
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Questo articolo è uscito sul numero 1426 di Internazionale, a pagina 76. Compra questo numero | Abbonati