Sono raccolti all’indietro, legati o sciolti? Scendono a cascata sul corpo? Può sembrare un dettaglio di poco conto, ma quello che facciamo con i capelli nell’intimità racconta più di una semplice abitudine: parla anche di un immaginario, dei ruoli di genere, dell’uso sociale del corpo.

Juliette (tutti i nomi sono di fantasia), una trentenne eterosessuale che fa l’imprenditrice, racconta di giocare con i suoi lunghi capelli insieme ai suoi partner. Da quando ha capito, attraverso il cinema e la pornografia, che per una donna i capelli lunghi sono una sorta di “vantaggio” o uno “strumento di fantasia”, usa la sua chioma nella seduzione, e anche nella sessualità: “Qualche anno fa mi sono resa conto che c’era un lato ripetitivo quando facevo sesso nella posizione da dietro. A me piace giocare e non essere solo dominata. Siccome i miei capelli cadevano un po’ in avanti, mi è venuta l’idea di gettare di colpo la testa all’indietro, un po’ come un cavallo con la sua criniera”.

Questo movimento si è rivelato particolarmente eccitante per alcuni suoi amanti e le permette di sentirsi attiva in una posizione spesso percepita come passiva. “Cerco di non farlo più di una volta, per dare l’impressione che sia spontaneo, ma è un modo per eccitare il mio partner e partecipare”. Le piacciono anche i capelli degli uomini, che ama accarezzare durante l’intimità. Ci vede una forma di dolcezza e di romanticismo che contrasta con le rappresentazioni virili e talvolta asettiche dei corpi maschili nella pornografia. Non apprezza invece la pratica di tirare i capelli. “Quando accade il mio desiderio si smorza e spiego che non ne ho voglia. Anche perché tendo a perderli e per evitarlo assumo degli integratori alimentari”.

La pratica di tirare i capelli non è affatto marginale. Secondo uno studio statunitense sui comportamenti sessuali più o meno violenti (rough sex, letteralmente sesso duro), condotto su più di novemila adulti, questa pratica era stata sperimentata da quasi il 50 per cento delle donne cisgender, dal 60 per cento degli uomini cisgender e dal 67 per cento delle persone trans e non binarie. Questo ne fa uno dei comportamenti più diffusi di rough sex, con i morsi e le sculacciate. Dalla ricerca è emerso che il 34 per cento delle donne aveva dato il proprio consenso, contro il 16 per cento degli uomini e il 57 per cento delle persone trans e non binarie. Mentre all’8 per cento delle donne avevano tirato i capelli senza consenso, contro il 5 per cento degli uomini e il 25 per cento delle persone trans e non binarie.

Sguardo maschile

Al di là di queste pratiche specifiche, vale la pena sottolineare che i capelli femminili occupano un posto particolare nell’immaginario della seduzione. L’associazione tra capelli lunghi e desiderio è il prodotto di una storia culturale e di una costruzione sociale in cui si intrecciano norme di genere, rappresentazioni della bellezza e immaginari della sessualità.

La sovrapposizione tra lunghezza dei capelli e desiderabilità è tale che alcuni studi hanno cercato di dimostrare un legame tra l’avere i capelli lunghi e una maggiore frequenza dei rapporti sessuali nelle donne eterosessuali. È il caso di una ricerca sudcoreana, secondo cui le donne sposate che hanno i capelli lunghi e di “buona qualità” avrebbero una vita sessuale più attiva. Lo studio avanza l’ipotesi che questa capigliatura susciterebbe il desiderio dei mariti, “favorendo il rafforzamento del legame coniugale”.

Allontanandosi da una prospettiva così fortemente incentrata sullo sguardo maschile, si osserva che anche alcune donne trovano erotici i capelli lunghi. Sandra, una donna bisessuale di 46 anni che fa la consulente per la sicurezza sul lavoro, spiega di aver sempre coltivato un immaginario legato agli uomini con una capigliatura lunga. Racconta che questa attrazione risale all’infanzia e si è costruita attraverso riferimenti culturali come il personaggio di Sirio nel manga I cavalieri dello zodiaco, che ha una chioma nera fin sotto i glutei. Questa preferenza ha avuto un ruolo decisivo quando ha conosciuto Kevin su un’app di incontri: sono stati proprio i suoi capelli lunghi ad attirarla.

Nel corso della relazione Sandra ha scoperto che questo fascino era tanto visivo quanto sensoriale. I capelli del partner sono diventati un elemento sempre più importante nella loro intimità. “Dato che sono bisessuale, questo suo lato androgino mi piaceva moltissimo. Poi è arrivata anche la sensazione dei suoi capelli sul mio corpo, e lì è stato ancora più intenso”, ricorda. “Sono diventati un vero e proprio accessorio. Lui li usava per accarezzarmi e io non perdevo occasione di sistemarli sul mio corpo”. Oggi Sandra, che porta i capelli corti, continua ad apprezzare che i capelli dei suoi partner, indipendentemente dal loro genere, la sfiorino lievemente, anche mentre balla o semplicemente stando fianco a fianco.

Sara, una donna lesbica di 34 anni attivamente coinvolta nella comunità queer di Losanna, descrive invece un rapporto con i capelli in cui la dimensione pratica conta tanto quanto quella sensuale. Per lei i capelli lunghi partecipano ai giochi di seduzione e alle carezze, in particolare attraverso i massaggi al cuoio capelluto o alcuni gesti di corteggiamento associati ai codici della femminilità, come il giocherellare con le ciocche. Ma nell’intimità la loro gestione risponde anche a considerazioni molto pratiche. “Trovo più semplice legarli. Non mi piace avere i capelli sul viso: mi danno fastidio e mi fanno perdere parte delle sensazioni”, racconta. “Se sono in camera con la mia ragazza, cominciamo a stuzzicarci e ho un elastico al polso, vuol dire che ho qualcosa in mente”.

Marine, una donna eterosessuale di 44 anni impegnata in una relazione aperta che lavora come responsabile della comunicazione, ha lunghi capelli ricci che, nella vita di tutti i giorni, porta raccolti. Li associa a un’idea di controllo della propria immagine nella vita professionale e sociale. Un controllo che, nella sessualità, non sente il bisogno di esercitare. “Scioglierli è una forma di liberazione e di abbandono”, commenta. Marine distingue il sesso con il padre di sua figlia da quello con le altre persone. Con questi partner ha la sensazione di lasciarsi andare ancora di più. “Le norme di controllo si allentano ulteriormente, anche per quanto riguarda i capelli. Il fatto che si sciolgano, che il trucco si sbavi, mostra che c’è stata vita, che qualcosa è successo”, conclude. “Dopo il sesso si portano ancora addosso le tracce di ciò che si è fatto prima di tornare alla vita di tutti i giorni”. ◆ gim

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Questo articolo è uscito sul numero 1670 di Internazionale, a pagina 109. Compra questo numero | Abbonati