Da candidato a sorpresa a vincitore a sorpresa: nei prossimi anni Monaco sarà amministrata da un giovane che fino a tre anni fa era il primo a non immaginare un risultato del genere. Dominik Krause, esponente dei Verdi, era entrato in corsa quando aveva preso il posto della leader locale del partito, Katrin Habenschaden, che si era dimessa da vicesindaca per accettare un incarico presso la Deutsche Bahn, le ferrovie tedesche. La sua candidatura si è rivelata una manna per i Verdi.
Krause, 35 anni, si è trovato nella posizione ideale per presentarsi come la perfetta antitesi del sindaco uscente Dieter Reiter, 67 anni, del Partito socialdemocratico (Spd). Il compenso che Reiter aveva ricevuto dalla squadra di calcio del Bayern Monaco (non dichiarato al consiglio comunale, come previsto dalla legge) e la sua gestione della vicenda sono stati decisivi. Ma in questa città apparentemente conservatrice il desiderio di cambiamento era comunque forte. Non è solo una sconfitta personale di Reiter: a essere colpito è anche l’Spd. La lunga tradizione di sindaci socialdemocratici a Monaco è arrivata al capolinea. Forse per sempre?
Delusione al centro e a sinistra
Le urne hanno decretato anche un’altra netta sconfitta in Baviera: quella dell’Unione cristiano sociale (Csu, il ramo bavarese dell’Unione cristianodemocratica, Cdu). Non solo perché Reiter era il candidato politicamente più vicino alla Csu, ma anche perché, dato che probabilmente non si sarebbe ricandidato nel 2032, le avrebbe anche garantito maggiori possibilità di successo a quelle elezioni.
Sarà interessante vedere l’espressione sul volto di Markus Söder (presidente della Baviera) quando riceverà la prima pinta di birra da Krause alla cerimonia di apertura dell’Oktoberfest. Le foto in cui sarà una semplice comparsa accanto ai politici dei Verdi non sono certo una consuetudine per un peso massimo della Csu.
Le cittadine e i cittadini di Monaco vogliono che sia Krause a guidare la città per i prossimi anni. La paura di perdere parcheggi a favore delle ciclabili è stata più debole del desiderio di cambiamento. La campagna elettorale per il ballottaggio ha portato alla luce una contrapposizione: giovani contro vecchi. Il trio di ex sindaci che ha sostenuto l’Spd, arruolato nella fase finale della campagna, ha un’età complessiva di quasi 230 anni. E non è bastato a salvare Reiter.
Nella sua campagna Krause ha puntato principalmente su un tema: la casa. Ed è riuscito piuttosto bene a far passare in secondo piano il fatto che come vicesindaco avrebbe già potuto fare qualcosa in merito. Ora ha promesso cinquantamila nuovi alloggi popolari. Resta da capire come riuscirà a costruirle essendosi allo stesso tempo impegnato a salvaguardare le aree di verde pubblico.
Sulla vicenda di Reiter con il Bayern, Krause ha mantenuto un rigoroso silenzio. Da un punto di vista tattico è stato intelligente, ma alcuni avrebbero preferito un candidato sindaco che prendesse una posizione chiara. Nessuno però deve farsi ingannare dalla giovane età: Krause è passato direttamente dalla facoltà di fisica alla politica, ma sa perfettamente come farsi strada.
Le sfide che ora dovrà affrontare non vanno sottovalutate. Con un bilancio cittadino in deficit dovrà far diminuire le disuguaglianze sociali e i costi delle case, favorire una minore dipendenza dalle auto, guidare la transizione energetica e sostenere l’economia senza tradire troppe promesse ecologiste. Dovrà far capire al suo euforico partito che il suo mandato è governare Monaco tenendo in considerazione gli interessi di tutti i cittadini, e non imporre una visione ecologista.
Più di ogni altra cosa Krause dovrà destreggiarsi tra le difficoltà. Allontanarsi dallo stile del suo predecessore gli sarà particolarmente d’aiuto nell’impresa. Più collaborazione, meno “ho deciso così”. Più ambizione, meno “va bene così”, che era uno degli slogan di Reiter. Anche questi sono i desideri espressi dal voto. ◆ nv
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Questo articolo è uscito sul numero 1658 di Internazionale, a pagina 31. Compra questo numero | Abbonati