Per sapere che tempo fa nel settore del design, almeno in Europa, bisogna guardare a Milano. E quando tutti si ritrovano nel capoluogo lombardo, quando i designer più quotati – dal francese Philippe Starck al giapponese Oki Sato fino ai fratelli brasiliani Fernando e Humberto Campana – camminano per strada in maglietta e l’amministrazione comunale autorizza installazioni nei palazzi più belli della città, il morale è stabile sul bello. Tutto questo è successo durante l’edizione 2018 del Salone del mobile, che si è chiusa il 22 aprile, e durante l’evento collegato, il Fuorisalone.
Un segno tangibile della buona salute del settore? Il numero di candidati impazienti di entrare. Quest’anno erano presenti anche Baccarat, la Sncf (le ferrovie di stato francesi) e Google. Il 19 aprile l’azienda che produce cristalli ha svelato i primi mobili realizzati in collaborazione con il marchio italiano Luxury Living Group. La collezione Baccarat la maison, che associa il cristallo al velluto, al cuoio o all’olmo, arriverà sul mercato nel 2019. Anche la Sncf si è lanciata nell’universo della casa: lo ha fatto con la vendita online sul suo sito (e su quello del coeditore Moustache.fr) della lampada creata da Ionna Vautrin per il treno ad alta velocità L’Océane. Un grande esordio per l’azienda ferroviaria, che pensa già al futuro, magari con il lancio di un lampione.
Giulio Cappellini ha immaginato un Superloft, la sua idea di appartamento ideale, arredato con oggetti e mobili di marchi italiani
“Nel 2018 la Sncf, che festeggia gli ottant’anni, ha deciso di far entrare un oggetto simbolo del viaggio e della velocità nell’intimità domestica. I francesi non annoverano forse il treno ad alta velocità tra le cinque più importanti innovazioni tecnologiche del novecento?”, si vanta Stéphane Chéry, direttore della comunicazione esterna dell’azienda ferroviaria. Il lancio ufficiale è avvenuto alla galleria di Rossana Orlandi, scopritrice di talenti e icona del design. È in questo posto pieno di fascino – un po’ galleria, un po’ ristorante, un po’ rigattiere artistico – che Google ha presentato la sua nuova offensiva in materia di design sensoriale. “Quando si parla di nuove tecnologie si pensa a schermi freddi e a oggetti un po’ spaventosi, ma anche l’elettricità nell’ottocento era vissuta come una nuova tecnologia un po’ inquietante. La mia missione è rendere l’hardware più semplice da usare e più attraente”, spiega Ivy Ross, da due anni alla guida di una squadra di designer nel Googleplex, la sede californiana del gruppo. Sono nate così delle casse “mini” dalle forme tondeggianti simili a rotelle con interruttori colorati, computer portatili rivestiti di una miscela metallica opaca e brillante e telefoni avvolti da tessuti realizzati appositamente. “Non trovavamo stoffe al tempo stesso morbide, belle e che lasciassero passare il suono”, sottolinea Ross, che ha debuttato come designer di gioielli.
Tra le altre novità del salone c’è stato l’arrivo nell’azienda francese Roche Bobois della star olandese Marcel Wanders, noto dagli anni novanta per la sua Knotted chair, una poltrona in macramè solidificato (prodotta dalla Droog) e in seguito per la sua casa editrice Moooi (fondata nel 2001). È una prima collaborazione o piuttosto una dirompente bizzarria barocca che conquista il soggiorno e l’illuminazione grazie a una collezione intitolata Globe trotter. Si passa da Alice nel paese delle meraviglie a Sherlock Holmes e Jules Verne con lampade mongolfiera, oblò nelle credenze, dervisci che ruotano sui tappeti. “Ispirandosi alla letteratura per l’infanzia Wanders parla al cuore della gente”, esulta Nicolas Roche, direttore artistico dell’azienda.
Wanders ha precisato di non aver mai “concepito tutti questi oggetti, una quarantina in tutto, per un unico marchio. Roche Bobois rievoca già fantasia e colore: abbiamo aggiunto un racconto di viaggio che chiama in causa la parigina in calze a rete, i cui motivi sono rievocati dalle gambe del tavolo, fino al dojo, il tempio giapponese, che ha ispirato questa credenza dalle porte scorrevoli”. E non è l’unica novità del designer: ha infatti firmato la sua prima linea di profumatori per ambienti per Alessi e uno specchio Diamant per l’edizione limitata di Louis Vuitton intitolata Les petits nomades.
Inclusivo e divertente
Come mai tanti lanci a Milano? “È la città madre del design, capace di trasformare ogni Salone del mobile in un evento culturale e in una festa. I milanesi stessi la preferiscono alla Settimana della moda, che è più esclusiva, per non dire elitaria. Il design si rivolge a tutti. È inclusivo, divertente, istruttivo e fa risplendere la città in tutto il mondo”, si lascia andare Wanders, diventato improvvisamente ditirambico.
E in effetti il pubblico fa la fila numeroso ai piedi del Duomo, davanti all’installazione vegetale Living nature, a cui ha partecipato il botanico francese Patrick Blanc. Oppure davanti al museo della Permanente, per ammirare i talenti della scenografia e del colore di Hermès. O ancora, davanti alla tenda nera eretta nel Superstudio dal collettivo giapponese Nendo. È qui che il suo fondatore Oki Sato ha proposto un’installazione immersiva attorno “agli oggetti, all’uomo e al movimento”, condividendo le sue ricerche più affascinanti. Per esempio una sedia fatta di strati di policarbonato spessi 1,5 millimetri che aderiscono perfettamente alla forma di chi la usa, traducendo anche visivamente l’idea di comfort.
Nello stesso posto il milanese Giulio Cappellini, direttore artistico del marchio italiano che porta il suo nome, ha immaginato un Superloft, la sua idea di appartamento ideale, arredato esclusivamente con oggetti e mobili di marchi italiani (Living divani, Magis). Dietro si nascondono i designer di tutto il mondo, dal giapponese Kuramata ai francesi Bouroullec. ◆ gim
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Questo articolo è uscito sul numero 1253 di Internazionale, a pagina 37. Compra questo numero | Abbonati