19 novembre 2014 16:27

Il sostituto procuratore della cassazione Francesco Iacoviello ha chiesto di dichiarare prescritto il processo Eternit e di conseguenza di annullare la condanna a 18 anni di carcere per l’unico imputato, l’industriale svizzero Stephan Schmidheiny.

  1. Eternit è il nome commerciale del fibrocemento, una mistura di cemento e amianto a presa lenta ed elevata resistenza. Brevettato nel 1901, è stato largamente usato per la realizzazione di tegole, lastre destinate all’edilizia e tubi per acquedotti.
  2. Negli anni sessanta numerose ricerche dimostrano che la polvere di amianto provoca asbestosi e una grave forma di cancro, il mesotelioma pleurico.
  3. In Italia la commercializzazione di Eternit continua fino al 1994.
  4. Nel 2009 , dopo cinque anni d’indagine, comincia il processo contro Stephan Schmidheiny, ex presidente del consiglio di amministrazione di Eternit, e contro Louis De Cartier de Marchienne, direttore dell’azienda negli anni sessanta (De Cartier è morto nel 2013 a 92 anni). Sono ritenuti responsabili delle morti per mesotelioma avvenute tra i dipendenti delle fabbriche Eternit a contatto con l’amianto.
  5. Il 13 febbraio 2012 il tribunale di Torino condanna in primo grado De Cartier e Schmidheiny a 16 anni di reclusione per “disastro ambientale doloso permanente” e per “omissione volontaria di cautele antinfortunistiche”, per la morte di migliaia di persone uccise dall’amianto respirato in quattro fabbriche Eternit: Casale Monferrato e Cavagnolo in Piemonte, Rubiera in Emilia e Bagnoli in Campania.
  6. Il 3 giugno 2013 la corte d’appello di Torino conferma la condanna e aumenta la pena a 18 anni.
  7. La cassazione deciderà probabilmente la prossima settimana se accettare la richiesta di prescrizione fatta dalla procura.

La Stampa, Il Monferrato