Migranti a Porto Empedocle, in provincia di Agrigento, dopo essere stati soccorsi in mare al largo delle coste libiche, il 30 dicembre 2016.

Il nuovo piano dell’Unione europea sull’immigrazione

Migranti a Porto Empedocle, in provincia di Agrigento, dopo essere stati soccorsi in mare al largo delle coste libiche, il 30 dicembre 2016.
26 gennaio 2017 16:46

Il 26 gennaio si è aperto a Malta il vertice dei ministri dell’interno dell’Unione europea sull’immigrazione, in preparazione del summit che si svolgerà sempre alla Valletta il 3 febbraio proprio su questo tema. Il presidente della Commissione europea, insieme al commissario all’interno e all’immigrazione Dimitri Avramopoulos e alla rappresentante per la politica estera dell’Unione europea Federica Mogherini, hanno anticipato il piano che sarà proposto dalla Commissione europea ai capi di stato e di governo la prossima settimana.

L’obiettivo del nuovo piano è l’interruzione del flusso dei migranti dalla Libia all’Europa. Uno dei punti centrali della proposta è il finanziamento della guardia costiera libica, addestrata durante l’operazione Sophia, a cui verrà chiesto di creare una cosiddetta “linea di protezione” per impedire alle imbarcazioni dirette in Europa di partire dalle coste libiche. Questo piano integra l’Agenda europea sull’immigrazione del 2015 e il Migration compact del 2016. Ecco quali sono i punti principali.

  • Il programma prevede lo stanziamento di 200 milioni di euro per bloccare l’arrivo di migranti dalla Libia e dal Nordafrica verso l’Italia e aumentare la sorveglianza delle frontiere. Questi fondi saranno presi dal fondo europeo per l’Africa.
  • In particolare sarà finanziato l’addestramento della guardia costiera libica, già avviato nel 2016 con l’operazione Sophia, che avrà il compito di pattugliare le coste e fermare la partenza delle imbarcazioni dalla Libia. Alla guardia costiera libica saranno forniti anche i mezzi per pattugliare le coste e i fondi per la manutenzione di questi mezzi.
  • L’obiettivo è quello di affidare alla guardia costiera libica le operazioni nelle acque libiche nelle quali i mezzi navali europei non hanno il permesso di entrare.
  • Entro la primavera del 2017 sarà lanciato il Seahorse Mediterranean network, un centro di coordinamento per il controllo delle frontiere a cui parteciperanno Cipro, Francia, Grecia, Italia, Portogallo e Spagna. Algeria, Egitto e Tunisia potrebbero dare il loro sostegno. L’Europol, l’Interpol, Eunavformed e Frontex avranno un ruolo centrale in questo coordinamento.
  • Il piano prevede di sostenere l’ingresso in Libia – e in particolare nei centri di detenzione dei migranti – di organizzazioni umanitarie come l’Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati (Unhcr) e l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim).
  • Inoltre si punta a sostenere i programmi di rimpatrio volontario nei paesi di origine gestiti dall’Oim e di sostenere questi programmi di rimpatrio volontario anche dalla Libia con dei finanziamenti per i migranti che decidono di tornare indietro.
  • Sarà finanziato il pattugliamento delle frontiere meridionali delle Libia da parte delle autorità libiche.
  • Saranno promossi accordi con i paesi confinanti con la Libia, in particolare il Niger, per controllare le frontiere.
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