05 maggio 2017 18:17

Triennale di arte contemporanea russa
Garage museum of contemporary art, Mosca, fino al 14 maggio
Era una vecchia tradizione sovietica: nessuna mostra d’arte a Mosca poteva dirsi completa se non c’era almeno un’opera da ogni regione. Non importava se il risultato era kitsch. Il Garage museum, finanziato dai coniugi Abramovič e impiantato nel 2015 in una caffetteria di epoca sovietica riadattata da Rem Koolhaas, si è trovato di fronte al dilemma se adottare o no questo criterio geografico per un paese che copre undici fusi orari. La commissione ha selezionato 68 artisti. Nonostante lo sforzo per scovare talenti anche nelle zone più remote, la maggior parte delle opere provengono da Mosca e San Pietroburgo. Con alcune straordinarie eccezioni. In Cecenia, per esempio, meglio conosciuta come feudo del brutale Ramzan Kadyrov, i curatori hanno scoperto due opere sorprendenti. In Hands-iPhone, video realizzato da Zaurbek Tsugaev (33 anni), una donna anziana passa le mani su untouchscreen cercando di capire come funzioni. C’è un abisso poetico tra il paesaggio delle mani segnate e la patinatura del nuovo gadget. Le piastre metalliche con i numeri civici di una strada di Grozny sono gli unici manufatti che Aslan Gaisumov (25 anni), è riuscito a trovare nella città martoriata dalla guerra. Red, ispirato ai diversi ruoli di genere in Unione Sovietica, è un grande mobile fatto con dodici oggetti ordinari usati rispettivamente dai due sessi. Da molte opere emerge uno sguardo nostalgico rivolto al passato. The New York Times

Storia del selfie
From selfie to self-expression, Saatchi gallery, Londra, fino al 30 maggio
Il fotografo Peter Lindbergh, famoso per le sue immagini di moda in bianco e nero, ha dichiarato che i selfie sono la pratica più stupida partorita dalla contemporaneità. Una pratica per perdenti. Altrove nel mondo dell’arte, qualcun altro è più propenso ad accogliere il selfie ed esplorare le sue potenzialità artistiche. La Saatchi gallery ha appena inaugurato From selfie to self-expression, che passa in rassegna l’autoritratto, da Rembrandt e Van Gogh fino a Frida Kahlo, e lo accosta agli autoscatti da cellulare di Kim Kardashian, di Tom Cruise e del macaco dell’isola indonesiana di Sulawesi.
Artnet

Sulle rive della Loira
Chaumont-sur-Loire, Francia, domaine-chaumont.fr
Sulle rive della Loira il castello di Chaumont domina il lungofiume tranquillo e sembra lì da un’eternità, come se dal rinascimento a oggi il tempo non l’avesse alterato. Mancano solo la principessa de Broglie e Diana di Poitiers, l’ex padrona di casa. Eppure, appena passato il cancello, alcuni segni ci ricordano che siamo nel terzo millennio. Qua e là, lungo le curve di una stradina, alcuni esempi di land art catturano l’attenzione. Da Giuseppe Penone a Jannis Kounellis, fino a Andy Goldsworthy, alle case sull’albero di Tadashi Kawamata e lo splendido albero scala, omaggio di François Méchain al Barone rampante di Calvino. Ogni anno, da aprile a novembre, il sito propone un calendario che esplora i legami tra arte e natura. Les Inrockuptibles