L’isola di Brännö nell’arcipelago di Göteborg, in Svezia. (Alexander Weickart, Alamy)

Com’è la vita di una bambina che vive su un’isola? Lo racconta Gun Bylund, dieci anni, che vive sull’arcipelago di Göteborg

Sul traghetto ci sono poche persone. La maggior parte dei villeggianti se n’è andata e sull’isola dell’arcipelago di Göteborg, in Svezia, regna la tranquillità. “In estate la popolazione raddoppia. A volte la coda per prendere la barca è così lunga che qualcuno resta a terra”, dice Gun Bylund, dieci anni, una delle novecento persone che vivono stabilmente sull’isola. “Vedi il mare ovunque, mi piace molto. Puoi fare il bagno quando e dove vuoi”.

Al mattino Gun prende la barca per andare a scuola, che si trova su un’altra isola e accoglie studenti nella stessa situazione. “Si fa così dalla quarta. A Brännö c’è una scuola, ma solo fino alla terza. Siccome sull’isola ci sono pochi bambini, le classi sono piccole. Nella mia eravamo in tredici e in tutta la scuola c’erano quarantasei alunni”.

All’imbarcadero c’è una fila di bici e scooter. Sull’isola c’è una sola automobile: “È un taxi per anziani e disabili e va pianissimo. Tutti si spostano in bici. I genitori non devono preoccuparsi per i figli, perché non c’è traffico”. La famiglia di Gun vive in una casa a pochi minuti a piedi dal porto, in una zona molto tranquilla.

Come vicini ha il mare e un grande campo dove pascola un gregge di pecore; nella casa accanto abitano i migliori amici di Gun. Il giardino è il posto preferito dal gatto Findus, che il pomeriggio resta per ore sdraiato al sole.

“Mi dicono spesso che vivo in un posto da favola. Ma non è tutto rose e fiori. Nessuno immagina quanto possa essere intensa la pioggia o quanto possa soffiare forte il vento”, dice Gun con una risata.

A volte la navigazione è sospesa per il maltempo. Non circolano nemmeno le barche più grandi. In quei casi niente scuola: si resta a casa ad aspettare che passi la tempesta. Il brutto tempo creava problemi anche quando Gun frequentava la scuola sull’isola: “Avevamo le ore di tecnica su un’altra isola. Se il vento era troppo forte non arrivava nemmeno il cuoco della mensa, quindi ognuno di noi doveva tornare a casa per il pranzo”, racconta.

Alcune cose, su Brännö, non si possono fare.

“Ci sono pochi ristoranti e nessuno fa il sushi, il mio cibo preferito. C’è un solo negozio, che ha pochissime caramelle”. Per comprare i vestiti c’è soltanto un negozio di seconda mano e un paio di mercatini annuali. Però si può sempre andare sulla terraferma: in meno di un’ora si arriva nel centro di Göteborg.
“Andiamo in città un paio di volte al mese, di solito per fare shopping o per trovare i parenti”.

Gun sta bene sull’isola e solo raramente le viene voglia di trasferirsi. “Qui ci conosciamo tutti. Gioco spesso con i miei ex compagni di scuola. A volte organizziamo un nascondino da un capo all’altro dell’isola”.

Il cantante svedese Lasse Dahlquist nel 1941 ha dedicato a Brännö la canzone De’ ä’ dans på Brännö brygga (Tutti a ballare sul pontile di Brännö). “Qui la conoscono tutti. Ce la insegnano a scuola”, racconta. Proprio come nella canzone, d’estate molta gente arriva per ballare con la musica dal vivo sul pontile.

“È un appuntamento imperdibile, ci si diverte un sacco”. Gun ha un sogno per quando sarà grande: aprire un caffè con un’amica. “A tutte e due piace cucinare. Vorremmo aprire un locale per turisti, dove prendere un caffè e mangiare”.

Nome Gun
Età 10 anni
Abita sull’isola di Brännö, in Svezia
Famiglia madre, padre, sorella
Animali domestici gatto
Interessi amici, teatro e gatto
Cibo preferito sushi

Questo articolo è uscito su Internazionale Kids, il mensile di Internazionale per bambine e bambini, nel numero 75 (dicembre 2025). L’originale è stato pubblicato in Svezia sul Kamratposten con il titolo “Skolan ställs in när det stormar”, cioè “Quando c’è tempesta la scuola è sospesa”.

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