Negli ultimi mesi i voli di ricognizione condotti dalle forze armate statunitensi al largo di Cuba sono nettamente aumentati, secondo un’analisi della Cnn basata su dati aeronautici aperti al pubblico.

L’emittente statunitense ha precisato che i voli sono stati condotti usando principalmente aerei da pattugliamento marittimo (P-8A Poseidon), ma anche aerei da ricognizione (Rc-135V Rivet Joint) e droni da ricognizione ad alta quota (MQ-4C Triton).

“Dal 4 febbraio la marina e l’aeronautica militare degli Stati Uniti hanno fatto almeno venticinque voli al largo di Cuba, la maggior parte vicino alle due principali città del paese, L’Avana e Santiago de Cuba. I velivoli si sono spinti fino a 40 miglia dalle coste cubane, secondo i dati di Flightradar24”, ha affermato la Cnn. “Questi voli sono significativi non solo per la loro vicinanza alle coste dell’isola, quindi nel raggio di raccolta di informazioni riservate, ma anche per la frequenza. Prima di febbraio erano infatti estremamente rari”.

Già a gennaio le dichiarazioni pubbliche di Donald Trump su Cuba si erano notevolmente inasprite. Tra l’altro aveva ripubblicato sul suo social media Truth un commento di Marc Thiessen, analista politico di Fox News, secondo cui prima della fine del suo mandato il presidente statunitense avrebbe visitato “un’Avana libera”. Pochi giorni dopo Trump aveva ordinato un blocco petrolifero di Cuba, che ha aggravato le difficoltà economiche dell’isola.

Da allora le sanzioni contro Cuba sono state rafforzate, mentre Trump continua a sostenere che l’isola costituisce una “minaccia” per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti.

“Un modus operandi simile, in cui l’intensificarsi della retorica dell’amministrazione Trump coincide con un aumento dei voli di sorveglianza rilevabili dal pubblico, c’era stato anche nelle settimane che avevano preceduto gli interventi militari statunitensi in Venezuela e Iran”, ha sottolineato la Cnn.

L’emittente ha condotto la sua analisi usando siti di tracciamento dei voli aperti al pubblico come Flightradar24 e Ads-B Exchange.

“È interessante notare che gli aerei di sorveglianza statunitensi impiegati a Cuba avrebbero potuto nascondere la loro presenza disattivando i segnalatori di posizione. È quindi possibile che Washington abbia voluto allertare le autorità cubane sui voli”, ha affermato la Cnn. “Di certo quello che sta succedendo è profondamente inquietante per i leader cubani”.

Il quotidiano messicano di sinistra La Jornada ha sottolineato che “i voli di spionaggio militare si aggiungono alle recenti minacce di Trump e a un nuovo pacchetto di sanzioni economiche imposto la settimana scorsa, che punisce qualsiasi forma di cooperazione internazionale con il governo cubano”.

“Il regime statunitense ha avviato una quadruplice offensiva contro Cuba – economica, militare, mediatica e psicologica – in cui alterna minacce, inasprimenti del blocco e bugie, come quella pronunciata qualche giorno fa dal segretario di stato Marco Rubio su un presunto ‘aiuto umanitario’ da cento milioni di dollari che l’Avana avrebbe rifiutato”, ha affermato.

“Le preoccupazioni per una possibile invasione statunitense sono più che fondate, considerando che Trump ha un disperato bisogno di distogliere l’attenzione dal disastro strategico costituito dalla guerra in Iran. L’opinione pubblica statunitense e internazionale deve mobilitarsi per prevenire l’ennesimo crimine del trumpismo”, ha aggiunto il giornale messicano.

Secondo il quotidiano spagnolo El País, i cubani sono però divisi su un intervento statunitense a Cuba. “Per alcuni è l’unica speranza di cambiamento, per altri è ‘l’incubo peggiore’”.

Il 7 maggio Rubio aveva annunciato un rafforzamento delle sanzioni contro L’Avana, e in particolare contro la Gaesa (Grupo de administración empresarial s.a.), un conglomerato d’imprese legato alle forze armate cubane “che gestisce migliaia di dollari nell’ombra”, ha sottolineato Bbc Mundo.

“Oltre a sanzionare la presidente della Gaesa, Ania Guillermina Lastres, il nuovo pacchetto statunitense punisce le aziende, le banche e le organizzazioni straniere che hanno rapporti commerciali con il regime cubano”, ha precisato il sito in spagnolo della Bbc.

Il quotidiano britannico The Guardian si è invece soffermato sui rischi sanitari a Cuba legati alla mancata raccolta dei rifiuti per le carenze di carburante: “Con il blocco delle forniture all’isola, cumuli sempre più alti di spazzatura si stanno accumulando nelle strade dell’Avana, dove meno della metà dei camion della nettezza urbana sono ancora operativi”.

“Il governo”, scrive il Guardian, “ha autorizzato l’incenerimento dei rifiuti in aree densamente popolate, cosa che oltre ad avere effetti nocivi sulla salute sta contribuendo all’inquinamento dell’aria, del suolo e dell’acqua”.

Simon Dunaway

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