“Il deserto è bello perché è pulito e non mente (…) E appartiene a questi paesaggi capaci di far nascere in noi certe domande”
Théodore Monod (Déserts_, 1988)_

Internazionale torna in Marocco per un nuovo itinerario dal 24 ottobre al 1 novembre, con Catherine Cornet, giornalista arabista e collaboratrice di Internazionale. Nata a Marsiglia, ha studiato arte islamica e scienze politiche alla School of oriental studies di Londra e insegna arte e culture contemporanee del mondo arabo a Sciencespo Paris e all’università americana di Roma.

In compagnia di attivisti ambientalisti e associazioni marocchine legate alle tradizioni antiche delle oasi e delle popolazioni nomadi, scopriremo le problematiche ambientali legate alla desertificazione, le criticità ma anche le risposte date dal Marocco contemporaneo. Si partirà dall’effervescente Marrakech, per poi addentrarsi nelle culture più ancestrali, in un viaggio attraverso il deserto e le sue oasi.

La cultura nomade e il profondo legame che unisce il Marocco all’Africa saranno scoperti di oasi in oasi, incontrando persone e realtà impegnate in progetti sociali e ambientali. A Ouarzazate visiteremo un progetto di formazione per giovani con disabilità nel settore dell’agricoltura biologica. Vicino alle piccole dune di Erg Smar conosceremo l’incredibile progetto di Tahar El Ammari, che ha ricreato un ecosistema di oasi sulle terre dei suoi antenati, abbandonate da decenni. Nell’oasi di Fint incontreremo invece un’associazione femminile che valorizza il patrimonio culturale amazigh attraverso l’artigianato.

Gli incontri saranno accompagnati da approfondimenti sulla cultura musicale del deserto, con un concerto dal vivo di musica hassanya, lingua e tradizione culturale usata da numerose comunità nomadi sahariane.

Un momento centrale del viaggio sarà la partecipazione al festival Taragalte. In bivacco nel deserto, avremo l’opportunità di approfondire i grandi temi ambientali globali e le risposte che arrivano dal continente africano. Giunto alla sua diciassettesima edizione, il festival rappresenta un’occasione unica per scoprire musica, cultura, ambiente e tradizioni nomadi sotto le stelle, nel cuore del deserto.

L’itinerario giorno per giorno

Primo giorno, sabato 24 ottobre 2026
Ritrovo in aeroporto, disbrigo delle formalità d’imbarco e partenza in direzione di Marrakech.

Arrivo e incontro con il mediatore culturale.

Trasferimento con minibus fino al riad (struttura ricettiva tradizionale) della medina, in camere doppie o singole con bagno privato.

Cena da asporto in riad e pernottamento.

Secondo giorno, domenica 25 ottobre 2026
Colazione e visita guidata ai principali monumenti e palazzi della città.

Marrakech è una delle più prestigiose ed emblematiche capitali dell’antico impero marocchino. Molti visitatori si fermerebbero qui per sempre, tra i suoi suq(mercati) e le stradine ombrate, bevendo tè con menta, ascoltando i musicisti e osservando portatori d’acqua, scrittori, incantatori di serpenti, portafortuna, venditori di bibite e saltimbanco nella famosa e frenetica piazza Jamaa El Fnache che ogni sera si trasforma in un grande ristorante a cielo aperto.

Pranzo con un attivista ambientale.

Pomeriggio libero con supporto del mediatore culturale. Possibilità di visitare musei e giardini a scelta. Nel fine pomeriggio passeggiata per il suq oppure visita a un hammam tradizionale.

Gli hammam, aperti anche la sera, sono luoghi dove le famiglie si ritrovano per un momento conviviale legato al rituale del bagno. Si compongono di più sale, riservate agli uomini o alle donne. Sarà possibile avere sapone nero, scrub, doccia e massaggio finale.

Cena libera e rientro al riad per il pernottamento.

Terzo giorno, lunedì 26 ottobre 2026
Prima colazione e partenza con mezzo privato per Ouarzazate (circa quattro ore di viaggio).

Si attraverserà l’Alto Atlante fino al passo di Tichka a 2.260 metri, per poi riscendere verso i villaggi di Ouarzazate che si confondono con il paesaggio.

Arrivo a Ouarzazate e pranzo presso l’associazione del villaggio Amnougar con il suo progetto di formazione e integrazione dei giovani con disabilità nei settori dell’agricoltura biologica, della falegnameria, della bigiotteria e del ricamo, e ultimamente anche nella cucina e nella ricettività.
Visita del centro di formazione con laboratorio e dialogo.

Nel pomeriggio proseguimento verso la Kasbah di Tamnougalt (a circa due ore di viaggio) e sistemazione in hotel, in camere doppie o singole con bagno privato.

Cena e pernottamento.

Quarto giorno, martedì 27 ottobre 2026
Prima colazione e visita alla Kasbah con passeggiata nell’oasi per conoscere il sistema di irrigazione tradizionale.

In seguito partenza verso Mhamid El Ghizlane (circa tre ore di viaggio) per poi inoltrarsi con mezzo privato 4×4 fino al deserto di Erg Chegaga (circa un’ora e mezza di pista).

Pranzo libero lungo il percorso.

Arrivo presso le piccole dune di Ergsmar e sistemazione nell’Oasi del deserto di Tahar El Ammari.

Sistemazione in camere doppie, triple e quadruple con bagni in comune.

Cena e pernottamento.

Quinto giorno, mercoledì 28 ottobre 2026
Colazione e conoscenza del progetto ecosostenibile dell’Oasi nel deserto.

Pranzo e partenza con le 4x4 verso la grande duna Erg Chegaga (circa un’ora di pista).

Sistemazione nel bivacco turistico, in camere tendate (doppie, triple o singole) con bagni in comune.

Passeggiata con i dromedari tra le dune di sabbia per ammirare il tramonto dalla duna più alta.
Rientro al bivacco e cena.

Serata con un gruppo di musica hassanya.

Hassanya è una lingua proveniente da una miscela linguistica tra il dialetto beduino, l’arabo letterale, il zenaga e il berbero mauritano. Copre una vasta area geografica, dal deserto algerino nel nord del Mali, dal Sahara marocchino alla Mauritania, al Senegal e al nord del Niger, ed è usata da un gran numero di nomadi sahariani. I canti provengono dalla poesia Hassani che si ispira alla vita quotidiana del deserto, la vita tribale spesso fatta di rivalità e tensioni tra clan o famiglie. I poeti esprimono allo stesso modo le loro speranze e paure, i rapporti tra uomini e donne, le tradizioni, la graduale scomparsa della vita nomade. La fede religiosa è anche una fonte di ispirazione con hadith e versetti coranici che servono come base per le poesie. La musica e la poesia sono sempre state intimamente legate nella tradizione orale sahrawi.

Sesto giorno, giovedì 29 ottobre 2026
Sveglia presto per non perdersi l’alba dalla grande duna.
Rientro al bivacco e colazione.

Rientro con le 4x4 verso il villaggio di M’hamid El Ghizlane (circa due ore di pista) e sistemazione presso due hotel vicini, in camere doppie e singole con bagno privato e camere tendate doppie o singole con bagni in comune.

Pranzo con una personalità della scena artistica o letteraria.

Partecipazione all’apertura del festival Taragalte, alla sua 17ª edizione.

Il festival Taralgalte è un evento eco-responsabile attento ai problemi ambientali globali per le generazioni presenti e future. È realizzato attraverso buone pratiche come la raccolta dei rifiuti, il riutilizzo, la gestione ottimale dell’acqua e dell’energia, l’uso di attrezzature ecocompatibili, prodotti alimentari bio e locali, materiali biodegradabili, il rimboschimento, la creazione di spazi verdi, la sensibilizzazione e l’igiene.

Concerti, ateliers e dibattiti.

Rientro in hotel per la cena e pernottamento.

Settimo giorno, venerdì 30 ottobre 2026
Prima colazione e partenza verso Ouarzazate (circa cinque ore) con pranzo libero durante il tragitto.

Nel pomeriggio sistemazione presso un eco-lodge, situato nell’oasi di Tajda, in camere doppie, triple o singole con bagno privato.

Relax, cena e pernottamento.

Ottavo giorno, sabato 31 ottobre 2026
Prima colazione e partenza verso la vicina oasi di Fint, e incontro con un’associazione femminile che si occupa di valorizzare il territorio attraverso l’artigianato e la conoscenza della cultura amazigh (berbera). Si userà un furgone locale per circa due chilometri di pista. Il tragitto durerà mezz’ora.

Pranzo insieme alle donne dell’associazione, in mezzo alle palme.

Nel pomeriggio rientro verso Marrakech. Si ripercorrerà a ritroso la strada del passo di Tichka (2.200 metri di altitudine), tragitto di circa quattro ore.

Lungo la strada, visita allo ksar di Ait Ben Haddou, nominata dall’Unesco patrimonio dell’umanità.

Negli ultimi decenni lo ksar di Ait Ben Haddou, fatto di terra scura e paglia, è diventato una naturale scenografia per diversi film, tra cui Il gladiatore.

Arrivo a Marrakech nel tardo pomeriggio e sistemazione nel riad del centro, in camere doppie o singole con bagno privato.

Cena libera e rientro in riad per il pernottamento.

Nono giorno, domenica 1 novembre 2026
Prima colazione, tempo libero per passeggiare tra i suq o sperimentare l’hammam tradizionale o altro a scelta (musei, giardini, ecc).

Pranzo libero e, in base agli orari dei voli, trasferimento con mezzo privato fino in aeroporto (circa 20 minuti) per il rientro in Italia.

Fine del viaggio.

Viaggio riservato a chi ha un abbonamento a Internazionale.

Per maggiori informazioni e prenotazioni si può consultare il sito di Viaggi e Miraggi.

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