Il clima sta cambiando, lo sappiamo. Negli ultimi cinque anni il riscaldamento ha subìto un’accelerazione portando la media globale a sforare gli 1,5 gradi di anomalia. Eppure la nostra società su molti fronti è immobile e continua ad agire come se le condizioni fossero invariate.

Il 15 ottobre, in molti comuni del Norditalia, sarebbe dovuto cominciare il periodo di accensione dei riscaldamenti. Ma le temperature ancora elevate hanno spinto diverse amministrazioni, da Torino a Bologna, a rinviare questa data.

Il calendario ordinario si basa infatti su una suddivisione dei comuni italiani in fasce climatiche calcolate su dati relativi al secolo scorso. Può sembrare una piccola cosa, ma è stato dimostrato, per esempio, che se in Emilia-Romagna si attualizzassero i criteri di accensione ai dati recenti, si potrebbe ridurre il fabbisogno energetico regionale fino al 4 per cento.

Intanto l’alta pressione di natura quasi estiva, con uno zero termico intorno ai 4.000 metri, ancora ben presente sul Mediterraneo in questi giorni, cederà il passo a una perturbazione atlantica che farà sentire i suoi effetti da domenica, con piogge anche molto intense sulle regioni del nordovest e poi successivamente anche lungo la fascia tirrenica. Le temperature saranno ancora molto superiori alla media su tutta la penisola. Le piogge settimanali nel complesso saranno nella norma.

Temperature dal 19 al 25 ottobre

Gradi centigradi in più o in meno rispetto alla media stagionale degli ultimi vent’anni. Elaborazione dati: European centre for medium-range weather forecasts (Ecmwf).


Precipitazioni dal 19 al 25 ottobre

Millimetri di pioggia in più o in meno rispetto alla media stagionale degli ultimi vent’anni. Elaborazione dati: European centre for medium-range weather forecasts (Ecmwf).


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