In un periodo storico in cui siamo inondati di podcast, un tipo di contenuto nato nel mondo dell’audio ma che in realtà sta diventando una cosa sempre più simile ai reel e alla televisione, è curioso che Liberato abbia lanciato un progetto che omaggia la radiofonia. Radio Liberato, presentato in anteprima su Radio 2 il 9 maggio (come da tradizione), è un disco costruito come un flusso sonoro che intreccia musica inedita, cover, remix, interventi parlati e frammenti registrati per espandere l’universo del cantante napoletano. Un misto tra uno speciale radiofonico e un mixtape.

Nel disco ci sono due inediti, Goodbye e Napoli queen, reinterpretazione di Trap queen, un pezzo trap melodico di Fetty Wap del 2014. Ma sono gli ospiti a rendere interessante il progetto: Alberto Angela presta la voce nell’intermezzo Sibilla; Maria Esposito, attrice di Mare fuori, legge il frammento umoristico Alessandro Magno; mentre Stefano De Martino, Valerio Lundini e Serena Rossi fanno delle incursioni.

E poi, soprattutto, ci sono gli ospiti musicali: Mahmood rilegge molto bene Intostreet, uno dei miei pezzi preferiti di Liberato, poggiandola su un beat reggaeton e colorandola con la sua voce, sempre splendida. I Modeselektor remixano Guagliò trasformandola in un loro pezzo e Calcutta reimmagina Me staje appennenn’ amò con un vocoder alla Daft Punk. E poi c’è Iosonouncane, che trasforma Gaiola in una strana creatura, mescolando in modo sorprendente ambient alla Boards of Canada, hyperpop e aperture sognanti in stile Die per creare una suite di dieci minuti.

Radio Liberato non è sicuramente uno dei capitoli più importanti della carriera del misterioso cantante napoletano, ma è un ottimo diversivo in vista del concerto estivo allo stadio Maradona di Napoli. E il fatto che sia stato pensato in questo formato nostalgico lo rende comunque molto piacevole da ascoltare.

Questo testo è tratto dalla newsletter musicale.

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