Si avvicinano le elezioni presidenziali francesi e anche se di sicuro c’è una maggioranza di cittadini scontenti dell’operato dell’attuale presidente, i giochi sono tutt’altro che fatti. Lo saranno solo alla fine, come sempre. Fioriscono iniziative di ogni genere per coinvolgere i potenziali elettori. Molte persone, persa la fiducia verso la politica, sono convinte che a prescindere da chi vincerà le elezioni, le cose non cambieranno mai. E questo si traduce nell’astensionismo. Un gruppo molto eterogeneo di artisti (dagli intellettuali ai rapper) ha pensato di produrre una serie di video trasversali che fanno appello agli elettori perché vadano comunque a votare: 59 artistes contre l’abstention. Non importa per chi, basta votare.

Sono convinti che sia importante esprimere comunque il proprio voto, perché in democrazia è importante il concetto della partecipazione, e anche perché “quelli che non sono andati a votare oggi, domani non protesteranno”. I video sono rea­lizzati in modo molto semplice. Gli artisti coinvolti dicono le loro ragioni davanti a un drappo bianco, rosso o blu. I video girano gratis in rete.

C’è la freschezza della convinzione, la sorpresa dell’immagine non sofisticata, una piacevole assenza di calcoli e secondi fini che si riflette nella gioia di chi ha partecipato. Peccato che su liberation.fr i quasi cinque minuti di dietro le quinte siano preceduti da trenta secondi di pubblicità.

Internazionale, numero 941, 23 marzo 2012

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