Le mani in tasca

04 aprile 2014 09:00

Sono cresciuto con genitori pronti a darmi uno schiaffo se la combinavo grossa, e sono cresciuto bene. Perché quando mi scappa uno scapaccione a mio figlio tutti mi guardano come un mostro?–Igor

Un tempo gli insegnanti usavano ogni sorta di punizione corporale sugli alunni. Nessuno ci trovava nulla di male se un maestro bacchettava le mani di un bambino o lo prendeva sulle ginocchia per sculacciarlo. Se ci provasse oggi non solo sarebbe guardato come un mostro, ma perderebbe il lavoro.

Questo perché le nostre idee sulle punizioni fisiche evolvono. Decine di paesi tra cui Germania, Venezuela, Ucraina, Spagna, Kenya e Israele vietano qualunque tipo di violenza sui figli. L’Australia permette percosse “ragionevoli”, in Gran Bretagna sono ammessi gli schiaffi se non lasciano segni sul corpo, mentre in Scozia è esplicitamente vietato l’uso di qualunque strumento diverso dalla mano.

In Italia, anche se non ci sono limiti legali alla sculacciata, ha fatto discutere la notizia di un bambino di nove anni che ha chiamato i carabinieri perché la mamma gli aveva dato uno schiaffo. Che sia legale o no, credo che picchiare un bambino sia sbagliato e controproducente. Come un genitore con la sigaretta in bocca che vieta ai figli di fumare o un paese che punisce l’omicidio con la pena di morte, trovo incoerente punire un figlio con le botte.

Come fai a insegnare a un bambino a non usare la violenza se sei tu il primo a farlo?

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