Proletari di lusso

10 ottobre 2014 09:00

All’asilo di mio figlio ci sono bambini che portano abiti firmati. Ora anche i figli servono a ostentare il nostro status?–Lory

In Danimarca vige un sistema fiscale d’ispirazione socialdemocratica: tasse sul reddito superiori al 50 per cento garantiscono la ridistribuzione della ricchezza e una società più equa. In pratica qui pochi sono molto ricchi e pochi sono molto poveri.

I danesi sono soddisfatti del loro sistema, ma la natura umana è quella che è, e trova sempre un modo per ostentare la propria condizione sociale. A Copenaghen il motto sembra essere “dimmi che bici hai e ti dirò chi sei”. O quanto guadagni. Altro che Maserati: qui si vedono in vendita bici da ventimila euro e gente che quando lascia la bici legata a un palo si porta via il sellino perché gli è costato un mese di stipendio.

Un altro modo scandinavo di ostentare la ricchezza sono i figli. Non i loro vestiti, ma i bambini stessi: più ne hai e più sei benestante. Siamo lontani anni luce dalla società dei proletari che facevano figli per mandarli a lavorare: oggi avere un bambino è un lusso e gli accessori per l’infanzia hanno assunto pari dignità, e prezzo, di un Rolex. Qui girano carrozzine larghe e ammortizzate come suv, dove accanto al neonato ci sarebbe posto anche per un divanetto e un mobile bar. Impedire ai genitori di ostentare la ricchezza è una battaglia persa e forse inutile. E allora io preferisco la megacarrozzina al suv, perché almeno non

inquina.

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