La “draunara” in dialetto siciliano è una tempesta di vento che viene dal mare e per Federica Cellini è diventata anche un’installazione dedicata ai migranti che arrivano sulle coste di Lampedusa.

Una delle immagini di Draunara. (Federica Cellini)

L’opera è costruita su due livelli narrativi. Una parte visiva con i ritratti dei migranti appena sbarcati, realizzati con un iPhone. Dall’altra, il paesaggio sonoro creato con il sound designer Aleksandar Protic, già collaboratore del regista serbo Emir Kusturica. Suoni che raccontano la storia del viaggio dei migranti: dall’Africa, sui camion con cui attraversano il deserto all’arrivo in Libia dove spesso vengono detenuti fino alla traversata del Mediterraneo.

Federica Cellini

Draunara è allestita in un container, buio al suo interno, e con dei piccoli fori sulle pareti dove è possibile vedere le immmagini retroilluminate montate con l’audio.

Federica Cellini accanto alla sua installazione. (Bojan Radojcic)

L’installazione verrà inaugurata il 14 gennaio alle 19.30 nella piazza del museo MAXXI di Roma e sarà aperta al pubblico fino al 21 gennaio 2015.

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