Mary Beard, Prima del fuoco. Pompei, storie di ogni giorno
Laterza 417 pagine, 24 euro
Mary Beard è una classicista esperta e battagliera che insegna a Cambridge e scrive regolarmente sul Times Litterary Supplement. Di recente in uno dei suoi articoli ha ironizzato su quanti oggi, specialmente nel mondo anglosassone, piangono la scomparsa dello studio del latino e del greco e sostengono che solo una società in cui la cultura classica sia largamente diffusa può essere veramente democratica. Già nell’ottocento, spiega la Beard, ci si lamentava negli stessi termini.
La cosa veramente a rischio oggi, secondo lei, è l’esistenza di un gruppo sufficientemente ampio di esperti, persone capaci di leggere le fonti antiche direttamente, senza mediazioni, così da far progredire la conoscenza del passato. L’ultimo suo libro uscito in Italia fa capire bene cosa questo possa significare in pratica. Non è vero, vi si legge, che Pompei sia una città miracolosamente conservata nella forma che aveva un istante prima dell’esplosione. Nel corso del tempo ha subìto danni di tutti i tipi: saccheggi, distruzioni dovute all’aria o all’incuria e tanti crolli. Per capire come ci si viveva occorre studiare a fondo cosa significano le tracce che vediamo, interpretarle, sapere che a certe domande non si può ancora rispondere. Solo in questo modo possiamo renderci conto di cosa Pompei sia stata davvero e di quanto sia importante non solo conservarla così com’è, ma continuare a scavare.
Internazionale, numero 937, 24 febbraio 2012
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