**1. !!! (Chk Chk Chk)

Wannagain wannagain

Un pezzo per la sveglia, un calcio negli stinchi per il rientro. Asciutti cool e danzerecci, questi di Sacramento dal triplo punto esclamativo: un nome che, non si stancano di dirci, si pronuncia “Chk Chk Chk” (il problema è: ma come demonio si pronuncia in italiano? Cicca cicca cicca, forse). Comunque in tutto il nuovo album (Strange weather, isnt’t it) hanno un bell’andamento di basso e beat filanti: come gli Happy Mondays quando avevano il mal di pancia da troppe nottate di Manchester, come delle piccole fortezze da basso, batteria e ballo.

2. Matthew Dear

Honey

Oh: di nuovo nelle nere città piene di smog e di buio esistenziale? Bentornati nella caligine elegante: è una colonna sonora adattissima per Black City, questa nuova opera del maestro dance di Detroit. Profondità sintetiche come ai tempi dei New Order, guazzabugli di liquame nero nero che ribollono di ritmi pulsanti, darkness prevalente ma non priva della nevrotica ironia del cittadino. Un paio di mesi di questa roba e probabilmente ritornerà subito la voglia di neofolk bucolico. Ma intanto, da leccarsi i baffi color pece.

3. Uochi Toki

Dato che per me è naturale trovarmi spaesato nei non-luoghi

Il nuovo di Napo e questo duo di rumori ermetico/alessandrini, Cuore amore errore disintegrazione, esce il 17 settembre, ma chissà come si è arditamente arrampicato in cima alla pila dei ciddì da evadere. Con un carico di clangori computerizzati e di parlati pervasivi e vaneggiamenti verbosi è un lavoro quasi insopportabile. Proprio per questo affascinerà qualcuno, forse molti, forse sono tra noi, forse noi personalità ossessive siamo pronti a conquistare il mondo. A parole.

Internazionale, numero 861, 27 agosto 2010

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