Pier Andrea Canei

È un giornalista italiano-austriaco. Lavora a Style, il mensile del Corriere della Sera, e collabora con La Lettura e Io Donna. Scrive la rubrica “Playlist” per Internazionale

Pier Andrea Canei
La strategia di Radio Popolare per non perdersi nel flusso

Fondata nel 1976, l’emittente di Milano si è affermata a colpi di scoop e programmi cult (da Gino e Michele alla Gialappa’s band). Ora prova a far incontrare questa storia con i linguaggi dell’era dei social network. Leggi

Un’app per provare a ridurre lo spreco di cibo

In Italia ogni famiglia getta cibo per un valore di quasi cinque euro a settimana, in totale 6,5 miliardi all’anno. Alcune aziende stanno provando a capire come ridurre questi volumi, o come provare a usarli. Leggi

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L’ultima playlist

Lo scontro di materie sonore diverse, una spedizione di musicisti italiani a Zanzibar e una canzone dedicata alle ultime volte. Leggi

Bolla e nulla

Il ritorno dell’uccellaccio siberiano, una band che traccia linee ideali da Telepadova 7 Gold al Vietnam, un album apocalittico e affascinante. Leggi

Sforzi produttivi

Un giovane Sheeran francofono, una debuttante indecifrabile e ipnotica, un venerabile nonno del rock. Leggi

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Feminine Angélique

L’emancipazione di sette ragazze del Benin, tre sorelle del New Jersey nel 1979 e il primo ep di una cantautrice alessandrina. Leggi

Balli in mascherina

Rocksteady in Pignasecca, due maschietti di koala italodisco e latitudini ritmiche tra Africa e mondo ispanico. Leggi

Avocado afrobeat

Ballate scure e piene d’amore, spiagge sexy e psichedeliche, un glorioso afrobeat. Leggi

Buone compagnie

Un collettivo multiculturale a Barcellona, dialetti arrangiati con groove e un abbraccio dream pop alla vita contemplativa. Leggi

Anatolia engineering

Una psichedelia anatolica tra moog e rullanti, beatitudine country e notti passate tra cuffie e loop. Leggi

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Ombre e sassofoni

Nostalgie di poliamori adolescenti, una dark lady con la chitarra e una favola orientale psichedelica. Leggi

Cool school

Una talentuosa cantautrice napoletana contro l’indifferenza, un ritorno a scuola con i Big Star, un album notturno e citazionista adatto a questo 2020. Leggi

Sfumature d’imbrunire

Uno spudorato italo-sploitation pop che abbraccia il kitsch e i coni gelato, un soldato interstellare alla ricerca del profondo basso, una visione in bilico tra apocalisse e satira. Leggi

Sindrome del reverse

Un party del 1998 invecchiato molto bene, un contorcimento di budella autotune, un inno della sindrome del rientro. Leggi

Dive derivative

Un “andrà tutto bene” in musica, islandesi che bjorkeggiano, il racconto di una fetta di jeunesse anaffettiva. Leggi

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Dive, rave, fave

Una musica brasiliana suadente venata di sfumature di malinconia, una facile ballata quasi dream pop, una black music che viene dal Texas. Leggi

Viaggi nello strazio

La creatività del caos della vita, un Vesuviagem in napoletano e portoghese, un’odissea dalla Nigeria alla Sicilia. Leggi

Cine caos

Anche questa settimana la cosa più moderna viene dalla miniera Morricone, dalla colonna sonora di Grazie zia, strambo psicothriller di Salvatore Samperi, 1968. Leggi

Casadei cocktail

Uno yoruba romagnolo, un austriaco creatore di mood sonori, quella che fa duddùdaddaddarà. Leggi

International love

Un pezzo che celebra l’amore a distanza, un album ostinatamente pieno di ottimismo, un pezzo pop che è come un biscotto fatto in casa. Leggi

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