Pier Andrea Canei

È un giornalista italiano-austriaco. Lavora a Style, il mensile del Corriere della Sera, e collabora con La Lettura e Io Donna. Scrive la rubrica “Playlist” per Internazionale

Pier Andrea Canei
Anglosassoni appassionati

Il londinese Obaro Ejimiwe, nato in Ghana da madre caraibica e padre nigeriano, poeta e rapper, nero e scuro in volto, è considerato una forza emergente sulla scena musicale britannica. Leggi

Disagio can dance

Inglese di origini lusitano-indiane, Will Samson è andato a cercare ispirazione a Lisbona, finendo anche in ospedale con qualche dente rotto. Leggi

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Specialità di mare

Reinventarsi per un campionato di surf malinconico sui lidi di Brighton può regalare gloria inattesa. Leggi

Facce da featuring

Jarabe de Palo si autocelebra con un greatest hits interamente riarrangiato, tempestato di ospiti (Noemi, Renga) e versioni italiane. Leggi

Inviate a cantare

Antipasto del nuovo album di Natalia Doco, l’interessante argentina che vive a Parigi ma conosce la filologia del tango. Leggi

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Computer anniversary

Esattamente vent’anni anni fa usciva Ok computer, profetico upgrade al sistema operativo del rock. Leggi

Sensibilità maschile

Come viaggiare felici verso un litorale rétro, con questa hit da vacanza, birra, barbecue, buoni libri e buonumore. Leggi

Depeche Mirror

Yankee Hotel foxtrot è il migliore album dei Wilco. Doveva uscire l’11 settembre 2001. Fu bloccato da baruffe discografiche ma quando uscì era già di culto. Leggi

Tiratissimevolmente avanti

Una grigliata ignorante di fuzz guitar come calabroni intorno a un basico blues tirato. Ecco il primo round dell’incontro tra Josh Homme e Mark Ronson. Leggi

Voci amiche

Nei jazzisti la cura della trasandataggine è tutto, sennò si fa la figura dei primini al saggio di fine anno. Leggi

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Déjà tree

È tornato, trent’anni dopo, The Joshua tree, come la reunion con la classe del liceo. Leggi

Persia e lambrusco

La civetta cieca, visionario romanzo del 1936, fornisce titolo e ispirazione all’unico pezzo cantato nella lingua madre dai BowLand, trio di ragazzi cresciuti a Teheran e sbarcati a Firenze. Leggi

Boscaioli aumentati

Tra i prodigi sabaudi, da qualche parte tra il grande Torino e l’azione del primo gol della Juve al Monaco, c’è anche il video di Giovani illuminati. Leggi

Giungla gentrificata

Mancavano, e tanto. La band più fake news di sempre trionfa con Humanz, album che realizza l’utopia coabitativa del pop. Leggi

Gine tempestose

Non si capisce bene se con Diamante intende la preziosa tra le pietre, o la località di villeggiatura sulla costa tirrenica della Calabria: ma la vaghezza è un passepartout. Leggi

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Consolare i presi male

Il precedente più ovvio è Eminem, ma certo non si può dire che Fabri sia da meno: ogni grande rapper è infelice a modo suo. Leggi

Pleniluni blues

C’è chi l’ha visto sotto i portici bolognesi, con la chitarra resofonica e una fame di blues e di pane: Andrea Laino se li era portati da New York quei vinili di Muddy Waters, i souvenir del Mississippi, i passi di John Fante, le parole dei Tom Waits e dei Jack Kerouac. Poi, ecco la band, la batteria eccetera, tutti in studio: e sono nozze chimiche tra amplificatori valvolari e strumenti vintage. Leggi

Ballate da malmaritate

Toglietele il gusto della dopamina, fatele morire l’appetito in gola, sequestratele il gatto, otturatele il lavandino, oscuratele il violino: forse le farete un favore perché Aimee Mann s’infila nel grande tubo blu scuro della tristezza con la grazia di una virtuosa. Leggi

Trap e virtù

Mudimbi è il cognome del giovane talento del Tronto, marchigiano-congolese di San Benedetto, l’album si chiama Michel come lui, e ricorda gli Arrested Development agli inizi, la freschezza e la parlantina. Leggi

Tenco malinconia

“I giovani non trasmettono emozioni, non inventano”. Così Repubblica riporta le parole del nuovo direttore artistico del premio Tenco. Contrappasso: “Lasciami una sigaretta, e per favore butta l’immondizia”. Il Management è una di quelle band che saprebbero replicare in modo economicamente sfrontato. Leggi

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