21 luglio 2020 17:35

Takeshi’s Cashew, There is no harmony
“Non c’è armonia nell’universo”, predica il regista Werner Herzog direttamente dalla giungla amazzonica dove sta girando il suo titanico Fitzcarraldo (1982), “pure le stelle in cielo sono un gran casino”. Se la contemplazione del caos come terapia purificante da tutte le presunzioni umane sembra un buon programma per l’estate, non perdetevi per nulla al mondo questi dieci minuti di sciamanico crescendo da una band viennese di sedicente “cosmofunk paneuropeo” cui il cineasta tedesco ha concesso di usare il galattico sermone.


Ennio Morricone, Guerra e pace, pollo e brace
Un block rockin’ beat di rullante che sembra fatto per i migliori Chemical Brothers e l’ostinato cantato (“Nella guerra alla pà, chiedi il pollo alla brà”, con parole troncate alla Quentin40) di Renata Cortiglioni con il suo coro di voci bianche della Rai. Anche questa settimana la cosa più moderna viene dalla miniera Morricone (dalla colonna sonora di Grazie zia, strambo psicothriller di Salvatore Samperi, 1968). Nenia psichedelica e bellicosa, da una stagione di irripetibili dissonanze creative.


Ridillo, Arriva la bomba
Ha l’energia del boom economico il pezzone cucito dagli sceneggiatori Castellano e Pipolo (con aiuto di Audrey Nohra Stainton, stessa fornitrice di sillabe del Morricone di prima) addosso al Johnny di Arriva Dorellik, commediola del 1967 di Steno. Dopo piazza Fontana, si smise di inneggiare agli ordigni. Ma mezzo secolo dopo lo stesso pezzo, con un po’ di ricami reggae funk & jazz dalla longeva party band lombardo-emiliana, rimbomba nella commediola Si muore solo da vivi. Simpa, ma solo in streaming. E per ballare aspettiamo i decreti.


Questo articolo è uscito sul numero 1367 di Internazionale. Compra questo numero | Abbonati