Mosca, 18 novembre 2016. Il leader della Lega Matteo Salvini. (Ivan Sekretarev, Ap/Ansa)

Gli italiani che difendono la Russia in Ucraina

Mosca, 18 novembre 2016. Il leader della Lega Matteo Salvini. (Ivan Sekretarev, Ap/Ansa)
22 febbraio 2019 14:49

Questo articolo è stato pubblicato il 19 ottobre 2018 sul numero 1278 di Internazionale, a pagina 36. L’originale è uscito il 13 settembre 2018 su BuzzFeed News.

Uno stretto collaboratore del leader di fatto della destra italiana ha legami con presunti mercenari che combattono con le milizie filorusse e neonaziste in Ucraina, secondo i documenti della procura di Genova esaminati dal sito d’informazione BuzzFeed News. Una circostanza che solleva sempre maggiori perplessità sui rapporti del governo italiano con Mosca.

I documenti rivelano che Gianluca Savoini, 54 anni, ha avuto contatti con una delle dieci persone accusate dai magistrati italiani di reclutare e finanziare i mercenari di estrema destra nella regione del Donbass, in Ucraina orientale. Savoini collabora da tempo con Matteo Salvini – il segretario della Lega, nominato a giugno ministro dell’interno e vicepresidente del consiglio – e lo ha accompagnato, non è chiaro a che titolo, in visita ufficiale a Mosca a luglio. Alcuni diplomatici europei hanno già espresso preoccupazione per i rapporti tra il governo italiano – una coalizione tra la Lega guidata da Salvini e il Movimento 5 stelle – e la Russia.

Le milizie appoggiate dai russi hanno occupato la regione del Donbass nel 2014, poco dopo l’annessione della Crimea da parte di Mosca, scatenando una guerra con l’esercito ucraino che ha già causato più di diecimila vittime.

Il conflitto è ancora in corso e nel Donbass sono nate due repubbliche separatiste, che però non sono state riconosciute dalla comunità internazionale.

Secondo i documenti della procura, Savoini ha avuto contatti con un italiano di nome Orazio Maria Gnerre, che attualmente è una delle dieci persone – nove uomini e una donna – indagate dalla procura. Nei documenti si fa cenno anche all’associazione culturale filorussa Lombardia Russia, presieduta da Savoini, e si dice che a marzo del 2015 uno dei suoi iscritti ha partecipato a un convegno di partiti nazionalisti a San Pietroburgo insieme a Gnerre e a un’altra persona indagata nell’ambito dello stesso caso. All’incontro, che secondo i documenti della procura era stato organizzato dal partito nazionalista russo Rodina con il patrocinio del Cremlino, erano presenti i comandanti di unità paramilitari dell’Ucraina orientale e individui che i magistrati italiani definiscono “numerosi neonazisti europei, antisemiti e omofobi”.

L’indagine in cui è coinvolto Gnerre è cominciata cinque anni fa e riguardava all’inizio i gruppi liguri di estrema destra. La procura di Genova aveva raccolto prove sui movimenti, le attività, i rapporti e le motivazioni di una decina di persone. Ora gli appartenenti al gruppo devono difendersi da varie accuse, che vanno dal reclutamento, l’addestramento e il finanziamento di mercenari stranieri in Ucraina orientale ai combattimenti con le milizie nazionaliste filorusse nella regione.

La fonte anonima
Il 1 agosto 2018 sono state arrestate sei persone su mandato della procura, con l’accusa di aver addestrato i mercenari e di aver combattuto clandestinamente in Ucraina orientale. La procura sta investigando su altre quattro persone, tra cui Gnerre, sospettate di reclutare e finanziare mercenari nella regione.

Né Savoini né l’associazione Lombardia Russia sono sotto accusa, e non sono indagati. Una fonte al tribunale di Genova, che ha accettato di parlare a condizione di mantenere l’anonimato, ha definito l’organizzazione “marginale” nel contesto delle indagini specifiche che il mese scorso hanno portato la procura a indagare le dieci persone. Ma il fatto stesso che nei documenti si parli di Savoini solleva nuovi interrogativi sulla natura del suo rapporto con Salvini, che vorrebbe cambiare l’Unione europea rafforzando i nazionalismi e che ha chiesto più volte di abolire le sanzioni contro la Russia.

Durante una prima telefonata con BuzzFeed News, Savoini ha spiegato di aver avuto contatti con Gnerre due anni fa per discutere di un libro sul filosofo ultranazionalista russo Aleksandr Dugin a cui Gnerre stava lavorando. “Ho seguito la fase finale della pubblicazione di quel volume, e la cosa è finita lì”, ha scritto poi Savoini in un’email, spiegando che conosce Dugin da più di vent’anni. “Da allora non ho più visto Gnerre”, ha detto.

Dalle ricerche di BuzzFeed News sulla pagina Facebook di Lombardia Russia è anche emerso che Savoini promuove lo stesso tipo di propaganda a favore del Cremlino degli individui e dei gruppi citati dai documenti e che ha preso parte a diversi eventi simili in tutta Italia. In un’email di risposta alle nostre domande Savoini ha scritto che “l’autodeterminazione è uno dei princìpi fondamentali di una democrazia” e ha affermato che l’occidente usa due pesi e due misure. “Per le potenze occidentali quando il Kosovo combatteva per ottenere l’indipendenza dalla Serbia andava tutto bene, mentre la Crimea, dove non è stata sparata neanche una pallottola di gomma, non è riconosciuta”, ha scritto. A suo avviso, la rivoluzione del 2014 in Ucraina a favore della democrazia è stata “fomentata” da potenze straniere e non era nell’interesse del popolo ucraino.

Secondo una fonte che conosce i dettagli del caso, ma ha detto di non essere autorizzata a fornire informazioni specifiche, materiali sull’associazione sono stati dati alle autorità italiane da autorità straniere. Lombardia Russia inoltre aveva condiviso sulla sua pagina Facebook un articolo che parlava con simpatia di uno dei presunti mercenari. I documenti della procura di Genova citano anche una seconda persona che non è indagata, una donna di nazionalità russa, Irina Osipova, che ha avuto rapporti di lavoro sia con Salvini sia con Savoini e che non solo era al corrente della presenza di combattenti italiani in Ucraina orientale ma, a giudicare dalla sua attività sui social network, approvava quello che stavano facendo. Osipova è anche citata tra le persone presenti al convegno dei partiti nazionalisti di San Pietroburgo, a cui ha partecipato anche Gnerre (alcune foto che ha postato su Facebook la mostrano in compagnia del comandante e del vicecomandante del battaglione “Rusich”, che opera nel Donbass e che i documenti della procura definiscono un’organizzazione neonazista).

pubblicità

La pagina Facebook di Lombardia Russia e il profilo pubblico di Osipova contengono anche foto e post di altri eventi a cui hanno partecipato la donna e alcuni iscritti all’associazione in Italia e all’estero.

Al telefono Savoini ha dichiarato che Osipova aveva fatto da interprete a Salvini durante una conferenza stampa a Mosca nell’ottobre del 2014 e che, per quanto ricordava, quella era l’unica volta che era stata a Mosca con lui. Osipova aveva condiviso una foto scattata con Salvini sulla Piazza Rossa nell’ottobre del 2014. Anche Salvini l’aveva taggata in un post da Mosca a dicembre di quell’anno e lei aveva condivisouna seconda foto con Salvini e Savoini nella capitale russa. Secondo i mezzi d’informazione italiani tra l’ottobre 2014 e il febbraio 2015 Salvini è stato a Mosca tre volte. Il vicepresidente del consiglio italiano non ha risposto alla nostra richiesta di commenti sulla vicenda per questo articolo.

Scritte neonaziste
A proposito dei suoi rapporti con Irina Osipova, Savoini ha affermato di averli interrotti poco dopo l’evento di San Pietroburgo perché lei aveva invitato l’allora segretario di Lombardia Russia a sua insaputa. Sempre secondo Savoini, in precedenza la donna aveva partecipato a diversi eventi organizzati da Lombardia Russia e dalla Lega nord perché apprezzava la posizione del partito a proposito delle sanzioni. “Non abbiamo più contatti diretti con lei come organizzazione dal 2015”, ha scritto Savoini in seguito in un’email. “Non ho mai autorizzato nessuno dell’associazione a rappresentare Lombardia Russia a nessun evento in Russia che non fosse stato organizzato direttamente dal partito di governo Russia unita”, ha dichiarato nello stesso messaggio.

Tuttavia, a giudicare dai post su Facebook, diversi eventi pubblici a cui Lombardia Russia e l’organizzazione di Osipova hanno partecipato insieme si sono svolti mesi dopo quel marzo 2015.

Osipova ha condiviso contenuti sugli italiani che combattevano in Ucraina orientale in vari post su Facebook. Da molti di questi si deduce che era al corrente della presenza di italiani nella regione più o meno nello stesso periodo in cui aveva rapporti professionali con Salvini e Savoini.

Le indagini culminate con gli arresti sono partite dai controlli effettuati in seguito a una serie di scritte neonaziste apparse sui muri della Spezia nell’ottobre 2013. Durante le inchieste gli investigatori hanno individuato la presenza di alcuni gruppi di estrema destra in Liguria e nel 2014 si sono imbattuti in Gnerre e nelle sue attività politiche, tra cui quelle per un’associazione umanitaria che raccoglieva fondi e provviste per la regione del Donbass, dove quella primavera era scoppiata la guerra tra l’esercito ucraino e i separatisti appoggiati dalla Russia.

Secondo una fonte informata dei fatti, nell’estate del 2016 le autorità ucraine hanno condiviso con il ministero degli esteri italiano alcune informazioni relative a entità e individui sospettati di appoggiare attività “sovversive” in Ucraina, insieme a una lista di una ventina di italiani che si riteneva combattessero nel paese. E sempre secondo questa fonte, alcune persone attualmente indagate a Genova erano in quella lista.

Nel 2016 è partita un’indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo della procura di Genova. L’esame dei tabulati telefonici e delle intercettazioni, la sorveglianza diretta e online, le informazioni dei servizi segreti e i colloqui con persone informate dei fatti hanno permesso di scoprire i legami di Gnerre e di altri sospetti e di individuare altre persone che ruotano nella loro orbita.

Reclutamento di mercenari
Tra le scoperte più importanti c’è stata quella di presunti contatti tra Gnerre e un ex paracadutista dell’esercito russo di origine albanese di nome Olsi Krutani che, secondo i documenti, avrebbe usato una palestra di Milano per fare propaganda e tenere corsi di arti marziali per reclutare e addestrare potenziali mercenari. La procura ritiene che Krutani abbia agito da mediatore tra i reclutatori e possibili combattenti da inviare in Ucraina orientale. Dai documenti emerge anche che a giugno del 2014 Gnerre sarebbe andato a Donetsk – la città più grande del Donbass, ancora occupata dai separatisti filorussi – per incontrare i leader politici e paramilitari della regione ribelle.

In un messaggio via Facebook Gnerre ha detto a BuzzFeed News di non poter discutere i dettagli del caso ma che la sua posizione politica è chiara, ha negato di aver commesso dei reati e si è dichiarato innocente. Ha anche sminuito l’importanza dei rapporti con Savoini, dicendo che le idee politiche della Lega sono diverse dalle sue.

pubblicità

Il 1 agosto a Milano, Avellino e Parma sono state arrestate tre persone, come hanno riportato i mezzi d’informazione italiani. Tra loro ci sono un ex militare italiano, un moldavo che usava come pseudonimo “Parma” (la città in cui viveva) e Krutani. Altri tre sospettati sono ancora a piede libero e, a giudicare dai loro ultimi post su Facebook, molto probabilmente in Ucraina orientale. Tra loro ci sono un ex militare italiano che ha prestato servizio in Bosnia negli anni duemila e Gabriele Carugati, figlio di Silvana Marin, una dirigente della Lega a Cairate, un paese in provincia di Varese. Secondo un post sugli italiani che combattevano in Ucraina, pubblicato su Facebook a dicembre del 2014 dall’associazione Lombardia Russia, Marin diceva di essere orgogliosa dell’impegno del figlio nel Donbass.

Savoini ha dichiarato a BuzzFeed News di non aver mai incontrato Carugati e di non poter giudicare le scelte personali di altri. Marin ha preferito non commentare.

I documenti della procura di Genova fanno intuire che sia ancora attiva una campagna di reclutamento, presumibilmente legata a Gnerre, per trovare mercenari disposti ad andare a combattere in Ucraina con i separatisti filorussi.

Savoini (il terzo da sinistra) a un evento sul Donbass a Verona, dicembre 2016. La foto era stata pubblicata sulla pagina Facebook dell’Associazione culturale Lombardia Russia, ma non è più disponibile. (BuzzFeed)

Si sta indagando anche sui conti e le operazioni dell’associazione umanitaria Coordinamento solidale per il Donbass, un tempo gestita da Gnerre e da altri per raccogliere fondi per la regione. Dalle nostre ricerche sui contenuti postati sulla pagina Facebook di Lombardia Russia è emerso che l’organizzazione di Savoini ha partecipato a eventi insieme al coordinamento e promosso la sua raccolta fondi e le sue iniziative sulla propria pagina Facebook.

Secondo Savoini, non c’era “nessun legame” tra la sua organizzazione e il coordinamento a parte il fatto che alcuni dei loro iscritti hanno partecipato insieme ad alcuni eventi. In un’email ha aggiunto che riteneva improprio il termine “raccolta fondi”. “Semmai”, ha detto, “abbiamo cercato di aiutare i bambini vittime del conflitto armato in atto in quelle zone con una colletta pubblica: si chiama semplicemente beneficenza a favore dei più deboli”.

Savoini non è l’unica persona legata a Salvini a comparire nei documenti. Si dice anche che, all’epoca del convegno dei partiti nazionalisti di San Pietroburgo del 2015, la russa Irina Osipova abbia incoraggiato un’alleanza tra il partito di estrema destra CasaPound e la Lega di Salvini.

Osipova dirige un’associazione, Giovani italo-russi (Rim), che ha come missione quella di favorire incontri tra giovani russi residenti in Italia con i loro coetanei italiani filorussi. Secondo la stampa, Osipova è la figlia del direttore della missione Rossotrudnichestvo, il Centro russo di scienza e cultura di Roma. Nel 2016 Osipova era candidata alle elezioni comunali di Roma nel partito di estrema destra Fratelli d’Italia, che alle legislative di marzo era alleato con la Lega di Salvini e con Forza Italia di Silvio Berlusconi.

Osipova non risulta indagata. Non ha risposto alle richieste di BuzzFeed News, inviate tramite email, Facebook e LinkedIn per stabilire un contatto.

Oltre che in rapporto all’evento di San Pietroburgo del 2015, nei documenti viene citata anche perché è un contatto di Andrea Palmeri, uno dei tre indagati ancora in libertà. In un post su Facebook del 6 maggio 2016 dove promuoveva una raccolta fondi, Osipova ha scritto di essere “in diretto contatto” con Palmeri. Ha anche postato foto di italiani che combattevano al fianco dei separatisti in Ucraina orientale. L’attività di Osipova su Facebook rivela che era al corrente della presenza di Palmeri e di altri italiani in Ucraina più o meno nello stesso periodo in cui accompagnava Salvini a Mosca. E i documenti fanno riferimento a un’intervista di Osipova a Palmeri pubblicata sul sito della sua organizzazione il 9 ottobre 2014.

Secondo gli investigatori, a differenza di quasi tutti i presunti mercenari che arrivano a Mosca dall’Italia in aereo per poi proseguire per Rostov e attraversare in autobus la frontiera con l’Ucraina orientale, nel 2014 Palmeri aveva raggiunto il Donbass in auto per eludere i controlli. Palmeri, che è l’ex capo dei Bulldog 1998, un gruppo di ultrà della squadra di calcio della Lucchese, è considerato un personaggio chiave del gruppo identificato dalla procura di Genova. Secondo le prove raccolte e le dichiarazioni dei testimoni, sembra che Palmeri sia andato a combattere con le unità paramilitari filorusse in cambio di denaro e abbia incentivato, reclutato e addestrato altre persone.

In una serie di post su Facebook ha respinto le accuse e ha sostenuto di essere andato in Donbass per motivi umanitari.

Un recente post sulla pagina Facebook di Lombardia Russia invitava a un evento a Verona in memoria di Aleksandr Zacharčenko, il presidente dell’autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk ucciso in un attentato con un’autobomba il 31 agosto.

La pagina di Lombardia Russia contiene anche le prove di visite di alcuni suoi associati nei territori occupati dell’Ucraina orientale, e una serie di post a sostegno della causa dei separatisti.

In un’email Savoini ha dichiarato che il suo viaggio nella regione non aveva scopi politici: l’associazione aveva accompagnato una delegazione di imprenditori invitati dalle autorità di Donetsk per discutere possibili scambi commerciali.

Nel 2016 alcuni iscritti a Lombardia Russia hanno partecipato anche all’inaugurazione di una rappresentanza dell’autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk a Torino. La Repubblica popolare di Lugansk, anche lei non riconosciuta, ha aperto degli uffici a Messina all’inizio di quest’anno. Nella sua pagina di presentazione su internet, Lombardia Russia, fondata nel 2014, sostiene che il suo obiettivo è diffondere la visione del mondo del presidente Putin basata sui concetti di identità, sovranità e tradizione.

L’organizzazione sostiene di collaborare con la testata statale russa Sputnik e pubblica continuamente materiale propagandistico a favore del Cremlino su argomenti che vanno dall’abbattimento del volo MH17 all’avvelenamento della spia russa Sergej Skripal, che viene considerato un’operazione “sotto falsa bandiera”. Lombardia Russia è anche impegnata nella costruzione di rapporti politici e commerciali tra Roma e Mosca. Tra le sue attività ci sono state diverse missioni politiche e commerciali in Russia e in Crimea, e ad almeno una di queste ha partecipato anche Salvini.

Savoini sostiene di essere andato in Crimea con Salvini, nell’ottobre del 2014, su invito del presidente della repubblica autoproclamata “per capire qual era la vera situazione della penisola” in seguito al referendum di marzo (dopo essere stata annessa da Mosca a marzo, la Crimea ha indetto un referendum, non riconosciuto dalla comunità internazionale, per chiedere ai cittadini se erano favorevoli a entrare a far parte della Russia).

Secondo la legge ucraina, arrivare in Crimea attraverso la Russia, aggirando i posti di frontiera ucraini, è un illecito amministrativo punibile con una multa e in alcuni casi può portare al divieto d’ingresso nel paese per tre anni. Le autorità ucraine hanno inserito vari politici europei nella lista di quelli che non possono entrare.

Savoini ha partecipato ad alcuni incontri ufficiali tra ministri del governo italiano e di quello russo a Mosca in un ruolo che tuttora è poco chiaro. Per esempio, è stato presente a un incontro tra Salvini e il suo collega Vladimir Kolokoltsev e tra il ministro dell’interno italiano e alcuni rappresentanti del consiglio di sicurezza nazionale russo.

Il ministero dell’interno italiano ha dichiarato che all’epoca Savoini non faceva parte della delegazione del ministero, ma probabilmente era un “collaboratore esterno”. Quando BuzzFeed News gli ha chiesto a che titolo Savoini era lì non ha però dato una risposta.

Quando abbiamo chiesto a Savoini a che titolo aveva assistito a quegli incontri, ha risposto in un’email che all’epoca faceva parte della delegazione “in quanto membro dello staff del ministro”. Era iscritto alla Lega dal 1991 e ha sempre fatto parte dello staff di Salvini anche prima che l’attuale ministro dell’interno andasse al governo. Inoltre ha aggiunto di aver collaborato all’organizzazione dei viaggi di Salvini a Mosca e di essere stato presente agli incontri con Putin, con il ministro degli esteri Sergej Lavrov e con altri alti funzionari russi anche prima del 2014 (sulla pagina Facebook di Lombardia Russia ci sono spesso foto di Putin, compresa quella che lo ritrae con Savoini a Mosca nel 2014).

La guerra delle informazioni
Ai primi di settembre Savoini ha chiarito al telefono che non faceva parte della squadra ministeriale, ma dello “staff personale” di Salvini e ha anticipato che parteciperà anche al suo prossimo viaggio a Mosca. In passato Savoini è stato definito dalla stampa italiana lo “sherpa” di Salvini a Mosca, e il suo ruolo è stato fondamentale per consentire un accordo di collaborazione tra la Lega e il partito Russia unita.

A luglio fonti diplomatiche europee hanno rivelato a BuzzFeed News di essere preoccupate per i rapporti del nuovo governo italiano con Mosca. Le stesse fonti hanno affermato che c’è una sovrapposizione tra i due partiti al governo in Italia e quella che un diplomatico ha definito la “guerra delle informazioni” russa; che c’è un accordo tra Lega e Russia unita per la condivisione di informazioni sui temi relativi ai rapporti bilaterali e internazionali; e che ci sono una serie di “rapporti personali” e contatti tra componenti della Lega e funzionari russi.

Alcune immagini condivise da un giornalista russo mostrano Salvini, Savoini e Osipova alle celebrazioni per la Giornata della Russia il 12 giugno nella residenza dell’ambasciatore a Roma. I tre però non appaiono mai fotografati insieme.

(Traduzione di Bruna Tortorella)

Questo articolo è stato pubblicato il 19 ottobre 2018 sul numero 1278 di Internazionale, a pagina 36. L’originale era uscito il 13 settembre 2018 su BuzzFeed News.

Abbonati per ricevere Internazionale
ogni settimana a casa tua.

Abbonati
Sostieni il giornalismo indipendente
Se ti piace il sito di Internazionale, aiutaci a tenerlo libero e accessibile a tutti con un contributo, anche piccolo.
pubblicità

Articolo successivo

Donald Trump, il presidente inossidabile
Pierre Haski
Sostieni il giornalismo indipendente
Se ti piace il sito di Internazionale, aiutaci a tenerlo libero e accessibile a tutti con un contributo, anche piccolo.