Il primo ministro australiano Anthony Albanese ha festeggiato il 4 maggio la vittoria del Partito laburista nelle elezioni legislative del giorno prima, impegnandosi a guidare un governo “serio e pragmatico” per affrontare la crisi del potere d’acquisto e i dazi statunitensi.
Il Partito laburista (centrosinistra) ha ottenuto almeno 83 seggi sui 150 della camera dei rappresentanti, secondo i risultati parziali.
Il Partito liberale (centrodestra), guidato da Peter Dutton, ne ha invece ottenuti almeno 38, e le altre formazioni dodici, mentre diciassette non sono ancora stati assegnati.
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“Guiderò un governo serio e pragmatico”, ha affermato Albanese, 62 anni, in un caffè di Sydney, dopo aver servito del gelato ai giornalisti presenti.
“Poter servire gli australiani per un secondo mandato è un immenso onore, e posso garantire che lavoreremo sodo tutti i giorni”, ha aggiunto.
Secondo alcuni commentatori, la vittoria del Partito laburista potrebbe essere stata favorita da un “effetto Trump”, con l’imposizione da parte degli Stati Uniti di dazi doganali del 10 per cento sui prodotti australiani seguita da turbolenze sui mercati finanziari.
Dutton, un ex poliziotto di 54 anni, potrebbe aver pagato il fatto di essere considerato troppo vicino a Trump per stile e idee politiche, proponendo in particolare il taglio di migliaia di posti di lavoro nel settore pubblico.
Il leader conservatore ha anche perso il seggio in parlamento che occupava dal 2001.
Albanese si è anche impegnato a sviluppare ulteriormente le energie rinnovabili, ad affrontare la crisi degli alloggi e a rafforzare il sistema sanitario pubblico.
Dutton aveva invece promesso in campagna elettorale di contrastare l’immigrazione, combattere la criminalità e rilanciare l’energia nucleare.