Donald Trump ha annunciato il 1 febbraio la chiusura per dei lavori di ristrutturazione della durata di due anni del Kennedy Center, il prestigioso centro di arti dello spettacolo di Washington boicottato da un numero crescente di artisti da quando il presidente ne ha assunto il controllo.
Il centro, ribattezzato di recente Trump Kennedy Center, chiuderà il prossimo 4 luglio in occasione delle celebrazioni per i 250 anni degli Stati Uniti, ha dichiarato Trump sul suo social network Truth Social.
“Ho deciso che sospendere le attività d’intrattenimento per un periodo di circa due anni è il modo migliore per portare il Trump Kennedy Center ai massimi livelli di successo, bellezza e grandezza”, ha spiegato.
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Dal 1971 questo grande edificio bianco offriva una programmazione culturale diversificata, forte di una lunga tradizione di neutralità politica.
Ma dopo il suo ritorno alla Casa Bianca, Trump aveva assunto il controllo del centro, piazzando suoi fedelissimi alla direzione, abolendo gli eventi che celebravano la comunità lgbt+ e organizzando conferenze della destra religiosa.
Molti artisti, tra cui il gruppo jazz The Cookers, avevano reagito cancellando i loro spettacoli. Era stato cancellato anche il musical Hamilton.
Trump non ha precisato in cosa consisteranno esattamente i lavori di ristrutturazione, limitandosi a dire che “trasformeranno un edificio fatiscente in un centro di livello mondiale per le arti, la musica e l’intrattenimento”.
“Il finanziamento è stato finalizzato!”, ha dichiarato Trump, che è anche presidente del consiglio di amministrazione della sala che alla fine di gennaio aveva ospitato l’anteprima di Melania, il documentario dedicato alla first lady.
Il boicottaggio di Philip Glass
Sulla facciata dell’edificio compare ormai la scritta Trump Kennedy Center, un cambiamento di denominazione che era stato contestato dai familiari di Kennedy e dall’opposizione democratica, secondo cui sarebbe un atto illegale in assenza di un voto al congresso.
Trump si era detto “onorato” e “sorpreso” del cambiamento, malgrado dal suo ritorno al potere avesse fatto più volte riferimento, fingendo di scherzare, al Trump Kennedy Center.
L’ultimo ad annullare il suo concerto è stato il compositore Philip Glass. Capofila della musica minimalista, tre volte candidato agli Oscar, ha definito “gli attuali valori del Kennedy Center incompatibili con il senso della sinfonia” che avrebbe dovuto presentare, dedicata al presidente Abraham Lincoln, che abolì la schiavitù.
Anche la Washington National Opera ha annunciato di recente che lascerà il centro, dove aveva sede da più di cinquant’anni.
Nell’ottobre scorso il Washington Post aveva rivelato che le vendite di biglietti del Kennedy Center erano scese al livello più basso dai tempi della pandemia di covid-19.