Il 17 marzo un alto funzionario dell’antiterrorismo statunitense ha annunciato le sue dimissioni per protestare contro la guerra in Iran, sostenendo che la Repubblica islamica non rappresentasse alcuna minaccia per gli Stati Uniti.

Joe Kent, 45 anni, un ex soldato delle forze speciali, è il primo alto funzionario dell’amministrazione Trump a dimettersi per manifestare il proprio dissenso sulla guerra.

“Non posso, in tutta coscienza, sostenere la guerra attualmente in corso in Iran”, ha dichiarato Kent, direttore del National counterterrorism center (Nctc), nella lettera di dimissioni indirizzata al presidente Donald Trump e condivisa sul social network X.

“L’Iran non rappresentava alcuna minaccia imminente per il nostro paese, ed è chiaro che abbiamo lanciato questa guerra sotto la pressione d’Israele e della sua potente lobby statunitense”, ha proseguito.

Nella sua lettera Kent, membro del Partito repubblicano, ha accusato “alti funzionari israeliani ed esponenti di primo piano dei mezzi d’informazione statunitensi” di aver condotto “una campagna di disinformazione per alimentare un clima bellicista”.

“I cittadini statunitensi sono stati ingannati. Gli è stato fatto credere che l’Iran rappresentasse una minaccia imminente per gli Stati Uniti e che, in caso di attacco preventivo, la strada verso una rapida vittoria fosse tracciata. Ma erano solo bugie”, ha affermato.

“È la stessa tattica che gli israeliani hanno usato per trascinarci nella disastrosa guerra in Iraq, costata la vita a migliaia dei nostri migliori uomini e donne”, ha sottolineato.

“Non posso sostenere l’invio di una nuova generazione a combattere e morire in una guerra che non porterà alcun beneficio ai cittadini statunitensi”, ha aggiunto.

Il 28 febbraio, nel primo giorno di guerra, Trump aveva affermato che gli attacchi statunitensi e israeliani erano necessari per eliminare la “minaccia imminente” rappresentata da Teheran.

Pochi giorni dopo aveva assunto toni più vaghi, sostenendo di aver colto “l’ultima e la migliore occasione” per colpire l’Iran.