Il 19 marzo il nuovo parlamento tailandese ha confermato il conservatore Anutin Charnvirakul come primo ministro, dopo la vittoria del suo partito Bhumjaithai nelle elezioni legislative anticipate dell’8 febbraio.

“Collaborerò con ogni singolo deputato per il bene del paese e del popolo tailandese”, ha dichiarato Anutin, 59 anni, prima della votazione, in cui ha ottenuto 293 voti su 498.

Il suo governo dovrà affrontare le ripercussioni della guerra in Medio Oriente, le difficoltà legate a una crescita economica anemica e le persistenti tensioni al confine con la Cambogia.

Il partito Bhumjaithai, vicino all’esercito e alla monarchia, aveva ottenuto il suo miglior risultato elettorale di sempre a febbraio, sfruttando il clima nazionalistico alimentato dagli scontri mortali con la Cambogia nel 2025.

Durante la campagna elettorale Anutin si era impegnato a costruire un muro al confine con la Cambogia, a chiudere i valichi di frontiera e a reclutare centomila soldati volontari.

Il Bhumjaithai governerà in coalizione con il Pheu thai, il partito populista dell’ex premier imprigionato Thaksin Shinawatra, e con varie formazioni minori.

Il Partito del popolo (progressista), arrivato secondo alle elezioni, ha invece assunto la guida dell’opposizione. Tuttavia, dieci dei suoi deputati neoeletti, tra cui il leader del partito, potrebbero essere esclusi dalla vita politica dopo essere stati accusati di “comportamento immorale” per aver cercato di riformare la legge sulla lesa maestà.

Anutin, esponente di una ricca famiglia che ha fatto fortuna nel settore dell’edilizia, era stato eletto primo ministro per la prima volta nel settembre 2025, dopo la destituzione della premier Paetongtarn Shinawatra.

La Thailandia deve attualmente affrontare l’aumento dei prezzi dei carburanti e le difficoltà di approvvigionamento legati alla guerra in Medio Oriente.

Deve anche affrontare le tensioni al confine con la Cambogia, nonostante sia in vigore un fragile cessate il fuoco. Poco dopo essere diventato premier, Anutin aveva autorizzato le forze armate a prendere decisioni in piena autonomia al confine, senza attendere il via libera del governo.

“Ma la priorità assoluta dei tailandesi è l’economia”, ha dichiarato all’Afp il politologo Yuttaporn Issarachai.