Il 23 marzo gli agenti dello United States immigration and customs enforcement (Ice) hanno cominciato a essere schierati nei principali aeroporti del paese per aiutare gli agenti della Transportation security administration (Tsa) a dedicarsi ai controlli di sicurezza dei passeggeri.
Il 22 marzo Tom Homan, il consigliere per l’immigrazione del presidente Donald Trump, aveva confermato il ricorso agli agenti dell’Ice.
Il giorno prima Trump aveva minacciato di schierare, già dal 23 marzo, gli agenti dell’Ice negli aeroporti, dove le attese per i controlli possono protrarsi per ore a causa delle carenze di personale della Tsa, che non viene pagato a causa di una parziale paralisi di bilancio (shutdown).
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Intervistato dalla Cnn, Homan aveva confermato che un numero imprecisato di agenti dell’Ice sarebbe stato schierato a partire dal 23 marzo, “dando la priorità ai grandi aeroporti, dove le code sono più lunghe, fino a tre ore”.
Aveva precisato che i dettagli dell’operazione erano ancora in fase di elaborazione con i responsabili dell’Ice e della Tsa.
Secondo Homan, gli agenti dell’Ice si limiteranno a svolgere compiti di sicurezza, come per esempio la sorveglianza degli accessi, in modo che quelli della Tsa possano concentrarsi sui controlli dei passeggeri.
“Non penso che gli agenti dell’Ice possano dedicarsi a monitorare gli scanner a raggi X perché non hanno un adeguato addestramento”, aveva osservato.
Dal 14 febbraio i finanziamenti al dipartimento della sicurezza interna, responsabile della Tsa, sono bloccati a causa delle divergenze al congresso sul comportamento della polizia dell’immigrazione, contestato dai democratici.
A causa di questo shutdown parziale, migliaia di impiegati federali del dipartimento della sicurezza interna sono stati messi in congedo non retribuito, mentre migliaia di altri, le cui mansioni sono considerate essenziali, continuano a lavorare senza essere pagati.
Il segretario dei trasporti Sean Duffy aveva dichiarato il 22 marzo alla Abc che la situazione sarebbe potuta peggiorare con il passare del tempo, perché sempre più agenti della Tsa “si dimetteranno o decideranno di non presentarsi al lavoro per dedicarsi a un altro impiego che gli permetta di comprare da mangiare e pagare l’affitto”.
“Attualmente negli aeroporti il tasso medio di assenteismo è del 10 per cento, che in alcuni casi arriva al 30-40 per cento”, aveva precisato.