Dopo anni di negoziati, il 24 marzo l’Australia e l’Unione europea (Ue) hanno firmato a Canberra un grande accordo commerciale, che è stato però subito contestato dai sindacati agricoli europei.

“È un accordo vantaggioso per entrambe le parti”, ha assicurato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, sottolineando i “vantaggi immediati per le aziende europee, che risparmieranno un miliardo di euro di dazi doganali”.

Messa sotto pressione dalla concorrenza della Cina e dai dazi statunitensi, l’Ue sta portando avanti una politica di diversificazione commerciale.

Nelle scorse settimane Von der Leyen aveva già firmato accordi c0mmerciali con il blocco latinoamericano del Mercosur e con l’India.

I principali sindacati agricoli europei hanno però definito “inaccettabili” le concessioni fatte all’Australia nei settori della carne bovina, della carne ovina, dello zucchero e del riso.

“Continua la serie nera, ancora un accordo che danneggia l’agricoltura europea”, ha commentato la federazione sindacale Copa-Cogeca.

Canberra e Bruxelles hanno inoltre concordato di rafforzare la cooperazione in materia di difesa e di rafforzare l’accesso europeo ai minerali critici australiani, tra cui il litio, essenziale per la produzione di batterie per veicoli elettrici.

“È un momento molto importante per il nostro paese”, ha dichiarato il primo ministro australiano Anthony Albanese.

I principali punti di disaccordo, cioè l’uso da parte dell’Australia di denominazioni europee e l’accesso della carne bovina australiana al mercato europeo, sono stati superati dopo otto anni di negoziati.

In base al compromesso raggiunto, i viticoltori australiani potranno continuare a usare la denominazione “prosecco” sul mercato interno, ma tra dieci anni dovranno smettere di usarlo per le esportazioni.

L’Australia potrà inoltre continuare a usare in alcuni casi le denominazioni “feta” e “groviera”.

In cambio, le case automobilistiche europee beneficeranno di un maggiore accesso al mercato australiano.

L’Ue prevede di aumentare le esportazioni verso l’Australia di un terzo nel corso dei prossimi dieci anni, con un aumento addirittura del 50 per cento nei settori lattiero-caseario e automobilistico.

La quota di carne bovina australiana autorizzata a entrare nell’Ue sarà più che decuplicata nei prossimi dieci anni, rimanendo però ben al di sotto del livello chiesto dagli agricoltori australiani, che si sono detti delusi.

L’accordo dovrà ora essere sottoposto agli stati membri dell’Ue e al parlamento europeo.