La premier socialdemocratica Mette Frederiksen si è detta pronta a continuare a guidare il governo nonostante il forte calo del suo partito nelle elezioni legislative del 24 marzo, in cui il blocco di sinistra non ha raggiunto la maggioranza assoluta.

Con il 21,9 per cento dei voti, i socialdemocratici hanno ottenuto il risultato peggiore dal 1903, ben lontani dal 27,5 per cento del 2022.

“Ci aspettavamo di perdere terreno, è normale quando ci si presenta per la terza volta. Ma speravo in qualcosa di più”, ha ammesso Frederiksen, che guida il governo dal 2019.

I cinque partiti del blocco di sinistra hanno ottenuto 84 seggi sui 179 del parlamento, sei in meno della maggioranza assoluta. I sei partiti del blocco di destra hanno invece ottenuto 77 seggi.

“Sono pronta a guidare il governo danese nei prossimi quattro anni”, ha dichiarato Frederiksen, 48 anni.

I Moderati (centro), guidati dal ministro degli esteri Lars Løkke Rasmussen, hanno ottenuto 14 seggi e avranno quindi un ruolo chiave nei negoziati per formare un esecutivo di coalizione, che si preannunciano ardui.

“Formare un governo non sarà facile”, ha dichiarato Frederiksen, che dal 2022 guidava un’inedita coalizione sinistra-destra, che includeva i Moderati.

Troels Lund Poulsen, il leader dei liberali di Venstre (centrodestra), che facevano parte della maggioranza uscente, ha escluso di collaborare nuovamente con Frederiksen.

“Per noi ci sono solo due possibilità: formare un governo di centrodestra o passare all’opposizione”, ha dichiarato.

I due seggi della Groenlandia

A sinistra, il Partito popolare socialista (Sf) ha ottenuto l’11,6 per cento dei voti, arrivando secondo per la prima volta nella sua storia.

“Chiederemo garanzie sul mantenimento dello stato sociale e sull’accelerazione della transizione energetica, altrimenti resteremo all’opposizione”, ha dichiarato la leader Pia Olsen Dyhr.

Il Partito popolare danese (Df), una formazione di estrema destra antimmigrazione, ha triplicato i consensi, arrivando al 9,1 per cento.

I territori autonomi del Regno di Danimarca, la Groenlandia e l’arcipelago delle Fær Øer, dispongono di due seggi a testa al parlamento danese.

Per la Groenlandia, finita sotto i riflettori negli ultimi mesi a causa delle mire del presidente statunitense Donald Trump, sono stati eletti Naaja Nathanielsen, del partito socialdemocratico Inuit ataqatigiit (Ia), e Qarsoq Høegh-Dam, della formazione nazionalista Naleraq, che punta all’indipendenza dalla Danimarca.