Il 2 aprile un terremoto di magnitudo 7,6 ha colpito il mare delle Molucche, al largo dell’Indonesia, causando la morte di una persona, danneggiando alcuni edifici e scatenando un piccolo tsunami.

L’agenzia meteorologica indonesiana Bmkg ha riferito di onde di tsunami in cinque località, la più alta delle quali, di 75 centimetri, è stata segnalata nella provincia di Sulawesi settentrionale. Sono state inoltre registrate undici scosse di assestamento, tra cui una di magnitudo 5,5.

Il direttore della Bmkg, Teuku Faisal Fathani, ha dichiarato in una conferenza stampa che i modelli prevedono possibili onde di tsunami tra i 50 centimetri e i tre metri.

Le autorità statunitensi avevano inizialmente riferito della possibilità di tsunami di grandi dimensioni lungo le coste dell’Indonesia, delle Filippine e della Malaysia, fino a mille chilometri dall’epicentro, ma in seguito avevano rimosso l’allerta.

Una persona è morta a causa del crollo parziale di un edificio a Manado, sull’isola di Sulawesi, ha dichiarato Awi Setiyono, vicecapo della polizia della provincia di Sulawesi settentrionale.

“Chiediamo alla popolazione di fare grande attenzione”, ha affermato l’agenzia indonesiana per i disastri naturali.

L’epicentro del sisma è stato localizzato circa 580 chilometri a sud della costa filippina e a circa mille chilometri dallo stato di Sabah, in Malaysia.

L’Indonesia si trova lungo la cosiddetta cintura di fuoco del Pacifico, una zona caratterizzata da frequenti terremoti ed eruzioni vulcaniche.