Il 9 aprile la first lady Melania Trump ha smentito qualsiasi legame con Jeffrey Epstein e ha detto di non essere stata una delle sue vittime, riportando il caso sotto i riflettori in un momento in cui il presidente Donald Trump stava cercando di lasciarselo alle spalle.
Ha anche smentito le voci che circolavano online secondo cui il finanziere neyworchese colpevole di reati sessuali l’avrebbe presentata a Donald Trump, precisando di aver conosciuto suo marito a una festa a New York nel 1998, due anni prima di incrociare per la prima volta Epstein nel corso di un altro evento a cui aveva partecipato con lui.
Ha inoltre esortato il congresso a tenere delle audizioni pubbliche in cui le vittime di Epstein possano raccontare le loro storie sotto giuramento, un’ipotesi che contribuirebbe ulteriormente a riportare il caso sotto i riflettori.
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“Le bugie sui miei presunti legami con l’orribile Epstein devono finire oggi”, ha dichiarato Melania Trump, leggendo una dichiarazione e rifiutando di rispondere alle domande dei giornalisti.
“Non sono una vittima di Epstein”, ha aggiunto, denunciando un tentativo di diffamazione.
La first lady ha smentito anche qualsiasi legame con Ghislaine Maxwell, la complice di Epstein, sostenento di aver avuto con lei solo una corrispondenza occasionale.
Ha precisato di aver “incrociato” Epstein per la prima volta nel 2000 in occasione di un evento a cui aveva partecipato con Trump, cinque anni prima del loro matrimonio.
“All’epoca non ero a conoscenza delle sue attività criminali”, ha dichiarato.
Il suo sorprendente intervento, pronunciato sotto il sigillo presidenziale nell’atrio della Casa Bianca, ha riportato l’attenzione sul caso Epstein, che sta turbando il secondo mandato di Trump, con molti suoi sostenitori che accusano l’amministrazione di aver gestito male il dossier.
La settimana scorsa il presidente aveva licenziato la procuratrice generale degli Stati Uniti Pam Bondi a causa della crescente frustrazione per il suo operato, compresa la gestione del dossier Epstein.
La questione della pubblicazione dei documenti aveva messo in grande difficoltà Trump, citato molte volte nel dossier, e riportato l’attenzione sulla sua passata amicizia con Epstein, secondo lui finita molti anni fa.
Secondo un sondaggio Reuters/Ipsos realizzato a gennaio, solo il 21 per cento degli intervistati approva la gestione del dossier Epstein da parte di Trump. Secondo un altro sondaggio Reuters/Ipsos realizzato il mese successivo, tre quarti degli statunitensi – e due terzi dei repubblicani – sono convinti che l’amministrazione stia nascondendo informazioni importanti sul caso.