Il governo guidato dal nuovo presidente di estrema destra José Antonio Kast ha effettuato il 16 aprile il suo primo volo di rimpatrio di migranti, una della principali misure promesse in campagna elettorale nell’ambito della linea dura sull’immigrazione.

Il viceministro dell’interno Máximo Pavez ha dichiarato alla stampa che un volo con a bordo quaranta cittadini stranieri è partito dalla città settentrionale di Iquique per raggiungere la Bolivia, la Colombia e l’Ecuador.

Il governo non ha precisato quanti voli di questo tipo prevede di effettuare ogni mese.

“Questo volo, il primo di una lunga serie, fa parte di un impegno chiaro e di un progetto di riforma dell’immigrazione su cui stiamo lavorando da quando il governo è entrato in carica, l’11 marzo”, ha affermato Pavez. “L’obiettivo è aumentare la frequenza dei voli con un’attenta pianificazione”.

Delle quaranta persone espulse, quindici avevano commesso reati e venticinque avevano problemi amministrativi, ha riferito il governo.

Nelle scorse settimane Kast, che lega l’immigrazione irregolare all’aumento della criminalità, aveva esortato i migranti senza permesso di soggiorno a lasciare il paese volontariamente per evitare l’espulsione.

Frank Sauerbaum, capo del Servizio nazionale delle migrazioni (Sermig), ha dichiarato che 2.180 venezuelani hanno lasciato volontariamente il paese dall’annuncio della vittoria elettorale di Kast.

Il 30 marzo il governo cileno aveva annunciato la revoca della regolarizzazione di circa 182mila migranti, prevista dalla precedente amministrazione di sinistra.

Il 16 marzo, cinque giorni dopo il suo insediamento, Kast aveva raggiunto la regione di Arica e Parinacota, nel nord del paese, per supervisionare la costruzione di barriere che dovrebbero impedire l’ingresso dei migranti dal Perù e dalla Bolivia.