Il 17 aprile il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi ha annunciato la riapertura dello stretto di Hormuz in seguito all’entrata in vigore di un cessate il fuoco tra Israele e Libano.
Araghchi ha dichiarato su X che lo stretto sarà aperto alla navigazione commerciale per il resto della tregua.
Ha precisato che il passaggio delle navi dovrà avvenire lungo la rotta predisposta dall’autorità portuale e marittima iraniana.
|
Iscriviti a Mediorientale |
Cosa succede in Medio Oriente. A cura di Francesca Gnetti. Ogni mercoledì.
|
| Iscriviti |
|
Iscriviti a Mediorientale
|
|
Cosa succede in Medio Oriente. A cura di Francesca Gnetti. Ogni mercoledì.
|
| Iscriviti |
La guerra scatenata dagli Stati Uniti e da Israele contro l’Iran il 28 febbraio ha causato migliaia di morti e destabilizzato l’intero Medio Oriente. Il conflitto ha inoltre provocato la chiusura dello stretto di Hormuz, dove in tempi normali transita un quinto della produzione mondiale di petrolio e gas naturale liquefatto, facendo temere il più grave shock energetico della storia.
Dopo l’annuncio di Araghchi, i prezzi del petrolio sono scesi di circa il 9 per cento, accentuando i cali già in corso.
Questa settimana il Fondo monetario internazionale aveva abbassato le sue previsioni di crescita globale e avvertito dei rischi di recessione in caso di guerra prolungata.
Il presidente statunitense Donald Trump ha reagito al post di Araghchi affermando su Truth Social: “L’IRAN HA APPENA ANNUNCIATO CHE LO STRETTO DI HORMUZ È APERTO ALLA NAVIGAZIONE”.
Tuttavia, Trump ha precisato che il blocco statunitense dei porti iraniani, annunciato dopo il fallimento dei negoziati con l’Iran che si sono tenuti nello scorso fine settimana, resterà in vigore.
“Manterremo il blocco fino a quando non avremo raggiunto un accordo completo con l’Iran”, cosa che secondo lui potrebbe avvenire molto presto dato che ci sarebbe già un’intesa sulla maggior parte dei punti.
In controtendenza con l’ottimismo della Casa Bianca, fonti iraniane hanno riferito il 17 aprile alla Reuters che “rimangono delle divergenze importanti”.