In quindici anni al potere Viktor Orbán ha trasformato il servizio pubblico radiotelevisivo ungherese in una macchina di propaganda del governo. È solo l’esempio più estremo dei pericoli che incombono sui canali televisivi e radiofonici pubblici europei, ma non l’unico. In gran parte dei paesi dell’Unione il calo dei finanziamenti o le pressioni politiche hanno indebolito la capacità di queste emittenti di contribuire a un’informazione libera, indipendente e pluralista.

Il notiziario video Europa Settegiorni, che racconta la vita delle società del continente, spiega cosa sta succedendo in alcuni paesi come la Repubblica Ceca, la Lituania e la Slovacchia, e in generale ricorda l’importanza di avere radio e televisioni pubbliche indipendenti sia per difendere l’informazione dalle influenze del potere politico ed economico sia come baluardo contro la diffusione delle fake news.

Questo notiziario settimanale è prodotto dalla piattaforma europea Arte ed è disponibile in dieci lingue grazie a un progetto di collaborazione tra vari giornali europei: Balkan Insight (Birn), El País (Spagna), Gazeta Wyborcza (Polonia), Internazionale (Italia), Ir (Lettonia), Kathimerini (Grecia), Le Soir (Belgio), Sinopsis (Birn Romania). Il progetto Beam, coordinato da Arte, è finanziato dall’Unione europea in seguito all’invito della Direzione generale delle reti di comunicazione, dei contenuti e delle tecnologie (Cnet) di creare piattaforme multimediali europee.

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