società 13 novembre 2009

Egitto-Algeria, il derby nordafricano

Un tifoso egiziano al Cairo (Khaled Desouki, Afp)

Un tifoso egiziano al Cairo (Khaled Desouki, Afp)

L’Algeria e l’Egitto si affronteranno il 14 novembre al Cairo per la qualificazione ai Mondiali di calcio del 2010 in Sudafrica. L’evento ha fatto emergere vecchie rivalità tra i due paesi nordafricani. E alla vigilia della partita alcuni calciatori algerini sono stati aggrediti e picchiati al Cairo mentre scendevano dall’autobus che li aveva portati in città.

La rivalità tra i due paesi è storica e l’ultima volta che le due squadre di calcio si sono affrontate, nel 1989, alla partita sono seguiti violenti scontri tra le tifoserie. All’epoca il leggendario giocatore di calcio algerino Lakhdar Belloumi aveva aggredito il medico della squadra egiziana con una bottiglia, ferendolo in un occhio.

1311-elwatan-njpgNegli anni novanta l’Egitto aveva rifiutato di mandare la propria squadra in Algeria per la Coppa delle nazioni africane. Oggi si trova in una situazione di svantaggio, perché per qualificarsi ai Mondiali dell’anno prossimo dovrebbe vincere con un margine di almeno tre goal. L’Algeria potrebbe stare tranquilla se ottenesse un 1-0. Se l’Egitto battesse l’Algeria con un 2-0, i milioni di tifosi dovrebbero aspettare il 18 novembre, giorno in cui si giocherebbe un’altra partita di spareggio in un campo neutrale.

“Alla vigilia della competizione la tensione sta salendo tra le due tifoserie che si sfidano su internet a suon d’insulti. In molti video caricati su youtube e su facebook, l’eroe scozzese William Wallace, interpretato al cinema da Mel Gibson in Braveheart chiede agli algerini di andare a combattere al Cairo. In un altro video satirico sono prese alcune scene del film La Caduta in cui si vedono Adolf Hitler e i suoi generali che preparano la loro strategia per battere l’Egitto”, racconta la Bbc.

Ma perché tanta violenza? “I sentimenti di unità sono così poco condivisi nel mondo arabo?”, si chiede il giornale libanese Al Mustaqbal. La spiegazione è semplice secondo il giornale. I due paesi stanno vivendo una fase di profonda depressione economica e sociale, in questo senso il calcio diventa una specie di collettore di tutte le frustrazioni. “L’unico momento in cui egiziani e algerini sono felici nella loro vita quotidiana è quando parlano di calcio”, continua il giornale. “Hanno bisogno di una buona notizia che li faccia ballare per le strade fino al mattino, come quando l’Egitto vinse le qualificazioni ai Mondiali del 1990″.


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Il calcio come metafora — Internazionale
11 gennaio 2010 alle 14:41

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