Con il 57,5 per cento dei voti, in Svizzera ha vinto il sì al referendum contro la costruzione di nuovi minareti proposto dalla destra conservatrice. “Hanno vinto la paura e l’ignoranza”, scrive François Modoux su Le Temps. “Gli svizzeri hanno negato la possibilità che l’islam diventi una componente dell’identità europea, e non è detto che altri al loro posto avrebbero fatto una scelta diversa”, commenta Le Monde.
Gli svizzeri votano contro i minareti (Sondron, Belgio)
“Gli svizzeri hanno votato con la pancia a favore di una legge che i politici e le élite economiche e intellettuali respingono in nome di solidi princìpi razionali. I musulmani svizzeri non meritano l’ingiustizia di questo voto dettato dalla paura e dall’ignoranza”, continua Le Temps. La campagna elettorale ha mostrato come la realtà dei musulmani svizzeri sia completamente in contrasto con l’immagine terribile che i sostenitori del sì hanno costruito in questi anni. L’immagine di un islam integralista che si declina in forme come il terrorismo, il velo, la lapidazione delle donne.
“Riusciremo ancora ad assicurare la libertà religiosa? E a quali condizioni? Anche se probabilmente lo stesso referendum avrebbe prodotto risultati simili in altri paesi europei, il danno all’immagine del paese inferto da questo voto non è meno eclatante. La neutralità e il rispetto dei diritti umani sono infatti il cuore della politica estera elvetica. E questo affronto ai musulmani mina questi principi. Così fiera della sua tradizione multiculturale, la Svizzera ha discriminato una minoranza sul suo territorio. Un gesto simbolico, che danneggia la sua credibilità e rischia di avere delle conseguenze incalcolabili”, conclude il giornale di Ginevra.
Non è d’accordo con Modoux il politologo svizzero Michael Hermann dell’università di Zurigo, che non considera troppo importante il risultato di questo voto: “È stata una battaglia simbolica e in quanto tale ha ricevuto il sostegno di un numero maggiore di persone di quelle che tradizionalmente sostengono le campagne della destra contro l’immigrazione. Le conseguenze non saranno così grandi, questo voto dimostra la paura diffusa dell’immigrazione e della globalizzazione. E dell’islam come simbolo di questa minaccia”.
“Non sarà certo la stigmatizzazione dell’islam - come succede con il voto anti-minareti della Svizzera o con l’offensiva politica contro il velo in Francia - che aiuterà l’integrazione. Dobbiamo accettare la realtà: l’islam è la seconda religione in Europa. L’esclusione e la discriminazione sono il terreno migliore per l’estremismo, creano ghettizzazione e fenomeni di massa potenzialmente esplosivi”, aggiunge il francese Le Monde.









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