zuhair al jezairy 4 novembre 2009

I nuovi gatti grassi

Un sito web a Baghdad pubblica i nomi dei nuovi “gatti grassi”, uomini delle istituzioni che si sono arricchiti con affari illeciti.

Un mio vecchio amico di Amman mi ha invitato a una cena nel suo lussuoso appartamento ad Amman. Mi ha mostrato la sua collezione di tappeti e mi ha spiegato in breve la storia di ogni pezzo. Uno dei tappeti era appeso sulla parete della camera degli ospiti e lui ha afferato un angolo per mostrarmi la manifattura. “Indovina quando è stato fatto?”, mi ha chiesto. “Ha duecento anni e viene da Esfahan”. Era così orgoglioso e felice di mostrarmi questo pezzo d’arte come se lo avesse fatto lui. Sua moglie ci ha chiamato a tavola, la cena era pronta.

Mentre continuava a parlare dei suoi tappeti, la moglie lo ha interrotto dicendo: “Zuhair non ti sta ascoltando, si sta chiedendo come hai fatto a guadagnare i soldi per comprare tutte queste cose costosissime”. Allora l’umore del mio amico è cambiato, il sorriso si è trasformato in un’espressione di rabbia. Una settimana prima, infatti, era apparso un articolo in un sito iracheno che denunciava i nuovi “gatti grassi”. Il suo nome era citato e il suo appartamento ad Amman menzionato come una delle prove delle entrate illecite, che si aggiungono a quelle lecite dovute alla sua alta carica come membro del governo.

Durante la cena il mio amico cercava di difendersi dalle accuse, dicendo che quei “bastardi” non avevano avuto nemmeno il coraggio di firmarsi con il loro vero nome. “Se avessero un po’ di onore non si nasconderebbero”. In un momento in cui si era allontanato da tavola sua moglie mi ha detto: “Pensi che sia vero quello che hanno scritto? Io non so a quanto ammonti in effetti il suo stipendio e non voglio che i suoi figli pensino male del padre”.

Zuhair al Jezairy è un giornalista iracheno. È direttore dell’agenzia di stampa Aswat al Iraq (altri articoli di Zuhair al Jezairy pubblicati da Internazionale).


Stampa questo Post Stampa questo Post



Comments on this entry are closed.

Previous post: Via il crocefisso dalle scuole

Next post: Nell’anniversario di Obama vincono i repubblicani