Con lui si è chiuso un grande capitolo del ventesimo secolo. Claude Lévi-Strauss avrebbe compiuto 101 anni a novembre, è morto serenamente venerdì scorso, ma l’annuncio ufficiale della sua morte è stato divulgato solo ieri. Il Brasile, paese prediletto dall’antropologo francese, ha accolto con grande tristezza la notizia. Il famoso cantante Caetano Veloso lo ricorda su O Globo.
“Malgrado vivesse isolato da molti anni, l’antropologo francese autore di Tristi tropici era lucido e vivace come una fiamma”, afferma il sito O Estado de Sao Paulo .
La sua eredità non riguarda soltanto una disciplinana, sottolinea il giornale Epoca. Psicanalisi, semiologia, studi letterari, storia, sociologia, i suoi studi sugli indigeni del Mato Grosso e sull’Amazzonia hanno lasciato il segno in diversiti ambiti.
Simbolo della sua multidisciplinarità Tristi Tropici è a metà studio antropologico, a metà studio filosofico, ma soprattutto opera letteraria. Questo capolavoro della letteratura scientifica è ricordato da Veja. Il Correio da Manha ricorda l’umiltà di questo pensatore che poneva la natura al di sopra di tutto. Una consapevolezza che impregna la bossa nova.
Il cantante Caetano Veloso confida a G1 la sua ammirazione per l’antropologo che ha citato i diverse sue canzoni tra cui O Estrangeiro.









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