Nel nord della Francia, vicino al Nord-Pas de Calais, migliaia di migranti continuano a sperare di poter attraversare la Manica verso quello che considerano l’Eldorado: la Gran Bretagna. Ma la crisi economica ha colpito anche lì, e il tasso di disoccupazione è passato dal 2,8 per cento della fine del 2008 al 4,7 per cento dell’autunno 2009. “E i primi a fare le spese della crisi sono proprio gli immigrati”, racconta il sito d’informazione Rue89.com.
Eppure tra gli immigrati ci sono ancora molte aspettative. Secondo Pierre Henry, direttore generale di France Terre d’Asile, esiste una sovrastima da parte degli immigrati delle opportunità di lavoro e d’inserimento nella realtà britannica. Le associazioni come l’Organizzazione internazionale per le migrazioni o la sede di Calais dell’Alto commissariato per i rifugiati cercano d’informare gli immigrati irregolari, soprattutto afgani, che tentano di raggiungere l’altro lato della Manica su quello che li aspetta.
Per disincentivare il flusso migratorio verso la Gran Bretagna, il ministro dell’immigrazione francese, Eric Besson, a fine settembre ha disposto che la cosiddetta jungle di Calais, una serie di accampamenti abusivi abitati dagli immigrati, fosse sgomberata e gli stranieri fermati ed espulsi dalle forze dell’ordine. Ma appena due giorni dopo l’operazione, il flusso dei disperati in cerca di un passaggio verso la speranza ha ripopolato Calais.
“C’è bisogno di tornare a parlare di politica migratoria”, ha affermato il ministro dell’interno britannico Alan Johnson, che ha lanciato una campagna per convincere l’opinione pubblica che l’immigrazione è un’ottima cosa per il paese. In un’intervista all’Independent, Johnson ha sottolineato la necessità di affrontare in maniera seria la politica migratoria del paese e ha ammesso che durante l’amministrazione laburista sono stati fatti degli sbagli abbastanza grossolani a questo riguardo.
“L’immigrazione è stata un’ottima cosa per la Gran Bretagna, da un punto di vista sociale e culturale, ma soprattutto da un punto di vista economico”, ha detto Johnson che ha sottolineato come il fenomeno abbia arricchito il paese. Intanto, però, il flusso migratorio è calato del 44 per cento tra il 2007 e il 2008, e gli immigrati regolari sono passati dai 209mila del 2007 ai 118mila del 2008. Inoltre le richieste di asilo politico sono scese da 69mila a seimila dal 1995 a oggi e la pratica per ottenere lo status di rifugiati si è molto snellita: la maggior parte delle pratiche viene evasa entro sei mesi dalla richiesta.
Per Johnson l’immigrazione dovrebbe essere un tema fondamentale della prossima campagna elettorale, e secondo il ministro l’approccio più flessibile e aperto dei laburisti ha maggiori possibilità di vittoria.









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