La notte del 9 marzo un uomo di 25 anni è stato ucciso da un sicario nella stazione di servizio in cui lavorava, nella città argentina di Rosario. Pochi giorni prima erano stati assassinati anche due tassisti e un autista di autobus. “Tutti e quattro gli omicidi’, scrive El País, “sono stati commessi da gruppi di narcotrafficanti per rispondere alla politica di mano dura nelle carceri annunciata dal presidente ultraliberista Javier Milei e dal governatore della provincia di Santa Fe, Maximiliano Pullaro”. “Vogliamo vedere i nostri figli e le nostre famiglie”, diceva un cartello scritto a mano nella stazione di servizio. Rosario è la città più violenta dell’Argentina, a causa degli scontri tra bande rivali per il traffico della droga. Milei ha schierato più agenti nelle strade e ha vietato ai detenuti di avere contatti con l’esterno e di vedere i familiari.

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Questo articolo è uscito sul numero 1554 di Internazionale, a pagina 26. Compra questo numero | Abbonati