Europa

A un anno dal terremoto

Il 6 febbraio 2023 un sisma ha devastato le zone meridionali della Turchia, causando più di 53mila morti: erano immediatamente scoppiate molte polemiche sulla gestione dei soccorsi, ma le critiche alla ricostruzione sono continuate fino a oggi, soprattutto nella provincia di Hatay, la più colpita, dove molte famiglie sono ancora senza casa. Hatay, scrive il quotidiano Karar, non ha ancora ricevuto dal governo gli aiuti necessari. In vista delle amministrative il presidente “Erdoğan sta dicendo agli elettori: ‘Se non votate per i nostri candidati, non avrete alcun servizio’”.

Poliziotti assenti

Il 3 febbraio, all’esterno dello stadio di Vila Nova de Famalicão, in Portogallo, sono scoppiati scontri tra tifosi mentre decine di poliziotti erano assenti per malattia, forse come protesta sindacale non dichiarata. La partita è stata annullata. Secondo Público, gli agenti, che chiedono un aumento dei salari e migliori condizioni di lavoro, potrebbero boicottare la sicurezza nei giorni delle elezioni politiche del 10 marzo.

Una vittoria degli agricoltori

Il 6 febbraio la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha annunciato il ritiro di un progetto di legge, già bocciato dal parlamento europeo, che puntava a ridurre l’uso dei pesticidi in agricoltura. La decisione arriva dopo settimane di proteste degli agricoltori in Germania, Francia, Belgio, Grecia, Italia e Spagna. Il testo era stato proposto da Bruxelles nel 2022 e fissava obiettivi vincolanti per dimezzare entro il 2030, rispetto al periodo 2015-2017, l’uso dei pesticidi chimici nell’Unione europea. “Cercheremo di mettere a punto una nuova proposta con la partecipazione delle parti in causa”, ha aggiunto la presidente. Come sottolinea Politico, “sono state anche eliminate le raccomandazioni ai cittadini, come quella di mangiare meno carne, e gli incentivi a rinunciare ai combustibili fossili”.

Catalogna senz’acqua

Sant Romà de Sau, 31 gennaio 2024 (Nacho Doce, Reuters/Contrasto)

Il presidente della Catalogna Pere Aragonès ha proclamato lo stato d’emergenza a Barcellona e nelle aree circostanti a causa della prolungata siccità. Agli abitanti è stato concesso di consumare al massimo duecento litri di acqua al giorno. Se non ci saranno novità, sono previste nuove restrizioni idriche per i quasi sei milioni di abitanti, oltre che per l’agricoltura e l’industria. “Ma con l’accelerazione dei cambiamenti climatici e la prospettiva di siccità più frequenti, questo non basterà”, scrive El País. “La soluzione sta in nuove infrastrutture per la produzione e il riciclo dell’acqua: impianti di desalinizzazione, di trattamento delle acque reflue e per la produzione di acqua potabile. Certo, sono rimedi costosi. Ma hanno funzionato nei grandi agglomerati urbani colpiti dalla siccità in altre parti del mondo, come in California, in Sudafrica e in Israele”. ◆

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1549 - 9 febbraio 2024
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