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Raúl Castro potrebbe incontrare Obama al vertice delle Americhe

Dopo l’annuncio della ripresa delle relazioni diplomatiche tra Cuba e Stati Uniti, Raúl Castro ha annunciato che sarà presente al vertice delle Americhe, che si terrà a Panama nell’aprile 2015. Lì i due leader potrebbero parlarsi per la prima volta


  • 17 Dic 2014 19.28

Il discorso di Obama: “Todos somos americanos”

17 dicembre 2014 19:28

Il presidente Barack Obama ha parlato alla Casa Bianca alle 18 (ora italiana) delle relazioni diplomatiche tra Stati Uniti e Cuba. Ecco i punti salienti del suo discorso:

“Oggi gli Stati Uniti cambiano le loro relazioni con le persone di Cuba, dando una svolta alla nostra politica degli ultimi cinquant’anni. Finirà un approccio obsoleto che per decenni ha fallito e cominceremo a normalizzare le relazioni tra i due paesi.

Gli Stati Uniti hanno sostenuto con fierezza la democrazia e i diritti civili a Cuba. Anche se queste politiche sono state fatte con le migliori intenzioni, hanno avuto pochi effetti. Oggi Cuba è ancora governata dai Castro e dal partito comunista.

Quando sono stato eletto, ho promesso di riesaminare il rapporto diplomatico tra i due paesi. Come inizio, ho permesso ai cittadini cubano-americani di viaggiare. Si sono riuniti con le loro famiglie e sono diventati i migliori ambasciatori possibili per i nostri valori.

Quando ho cercato di andare oltre, ho incontrato degli ostacoli. Tra questi c’è stato l’arresto illegale di Alan Gross. Per molti mesi la mia amministrazione ha discusso con il governo cubano del suo calo e della relazione diplomatica tra i nostri stati. Papa Francesco ci ha fatto un appello personale, chiedendoci di risolvere il caso di Alan e di liberare tre prigionieri cubani.

Oggi Alan Gross è a casa. Cuba ha anche liberato il più importante agente di intelligence statunitense sull’isola.

Ora ho preso delle decisioni per mettere l’interesse delle persone al centro della politica dei nostri due stati:

  • Ho chiesto a Joh Kerry di far ripartire le relazioni diplomatiche tra i due stati, che sono ferme dal gennaio del 1961. Inoltre gli Stati Uniti riapriranno la loro ambasciata all’Avana e i nostri funzionari visiteranno Cuba. Condivideremo informazioni su sanità, immigrazione, lotta al terrorismo e lotta al traffico di droga. Questi cinquant’anni hanno dimostrato che l’isolamento non ha funzionato, è tempo di un nuovo approccio.
  • Ho chiesto a John Kerry di riesaminare lo status di Cuba come stato complice del terrorismo. Il terrorismo è cambiato e uno stato che rispetta le nostre condizioni non deve subire sanzioni.
  • Cercheremo di facilitare i viaggi, il commercio e la circolazione di informazioni tra Stati Uniti e Cuba. Sarà più facile per gli statunitensi andare sull’isola e usare carte di credito. Sarebbe bello se Cuba desse la possibilità ai suoi cittadini di avere accesso a internet.
  • L’embargo è stato imposto per decenni ed è codificato dalla legge, ma in futuro spero di poter avviare un dibattito con il congresso per cancellarlo.
  • Nessun cubano deve essere arrestato solo perché fa sentire la sua voce. I lavoratori cubani devono poter formare dei sindacati ed esprimere la loro opinione.


Voglio ringraziare papa Francesco, che dà un grande esempio su quello che il mondo dovrebbe essere, il governo del Canada e il congresso che si è attivato per la liberazione di Alan Gross.

‘Todos somos americanos’. Oggi l’America sceglie di tagliare i legami con le catene del passato. Per il popolo cubano, per il popolo americano e per il mondo”.

The White House, Washington Post

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