• 19 Feb 2012 15.03

La sfida dei numeri

Giulia Zoli

Lo abbiamo fatto di nuovo, la scorsa settimana, a pagina 27. Questa volta il numero sbagliato è quello del debito italiano, che da 1.800 miliardi di euro è sceso a 1,8 miliardi. “Spesso i giornalisti, che dovrebbero essere scettici di professione, di fronte a un numero smettono di farsi domande. Il risultato è una specie di ‘giornalismo sulla fiducia’ in cui i numeri sono riprodotti in modo acritico”, racconta l’ex giornalista del Guardian David Walker. Oggi Walker è il responsabile di Getstats, una campagna lanciata alla fine del 2010 dalla Royal statistical society di Londra per migliorare le competenze statistiche dei professionisti dell’informazione.

Un’iniziativa lodevole: un giornalista che sbaglia un numero probabilmente non è neanche in grado di capire se un numero è una notizia. Una cifra a quattro zeri, per esempio, non è necessariamente grande. Il punto è: rispetto a cosa? Le cifre dei sondaggi vanno prese con cautela e sono un ottimo terreno su cui esercitarsi a fare domande: chi ha condotto il sondaggio, perché, su quale campione? Un espediente per rendere più comprensibili i dati è metterli a confronto. Il terreno su cui sorge il carcere di Angola, a pagina 56 di questo numero, è più grande dell’isola di Manhattan.

Internazionale, numero 936, 17 febbraio 2012