Manuel Castells

È un sociologo spagnolo

La nuova guerra in Iraq

L’intervento della coalizione per sconfiggere lo Stato islamico è necessario, ma nasconde profonde ambiguità. Leggi

La tempesta greca

La strategia attuale consiste nel permettere ad Atene di continuare a pagare a tempo indeterminato il suo debito mentre l’economia si disintegra e la società si sfalda. Leggi

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Dove vanno gli indignati?

L’obiettivo più importante per un movimento è cambiare il modo di pensare delle persone. Riuscire a immaginare altri stili di vita, sentire che molti la pensano come noi. Leggi

Il poker fallimentare della Germania

Le pecorelle smarrite del Mediterraneo stanno entrando nell’ovile dell’austerità tedesca pur di non farsi scuoiare. Ma non è detto che l’euro sopravviva. Leggi

Un contropotere per la finanza

L’82 per cento dei cittadini dello stato di New York e il 46 per cento degli statunitensi è d’accordo con le critiche fatte da Occupy Wall street, solo il 34 per cento è contrario. Leggi

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Il nuovo movimento e la vecchia politica

Oggi il movimento di protesta è globale perché non c’è una leadership o un’ideologia unica e perché internet è una piattaforma flessibile per diffondere idee, iniziative e azioni. Leggi

La soluzione islandese

Gli economisti avevano previsto una catastrofe. Invece l’economia islandese è solo tornata alle sue proporzioni reali. E le persone hanno un lavoro e dei risparmi sicuri. Leggi

Le menzogne sulla crisi

Nascondere la verità come metodo di governo è una prassi generalizzata in Europa e nel mondo. Nessuno parla della probabile fine dell’euro né spiega come e perché può essere evitata. Leggi

Sacrifici umani in nome dei mercati

Inserire il pareggio di bilancio nella costituzione spagnola senza un referendum popolare è l’ultimo attacco alla democrazia e all’autonomia dello stato. Leggi

Perché i politici non capiscono gli indignati

La paura si supera solo unendosi. In rete e nelle piazze. La domanda che si fanno i manifestanti è come incidere sulle decisioni che riguardano tutti. Non vogliono diventare un partito. Leggi

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La democrazia delle piazze spagnole

La forza di cambiamento dipende dal risultato più che dal prodotto. Sta nella elaborazione delle idee in commissioni aperte e nelle decisioni prese in assemblea. Leggi

I gelsomini tunisini viaggiano in rete

È nato un nuovo sistema, un mix tra tv, internet, radio e strumenti di comunicazione mobile. La comunicazione del futuro è già usata dalle rivoluzioni del presente. Leggi

La triste fine del sandinismo

Nel conflitto con la Costa Rica, Daniel Ortega mente per distrarre i nicaraguensi dai problemi nazionali, ottenendo una facciata di legittimità per la sua nefasta presidenza. Leggi

La ciberguerra di Wikileaks

I governi possono spiare, legalmente o illegalmente, i loro cittadini. Ma i cittadini non hanno diritto di avere informazioni su chi agisce in loro nome, se non in una versione censurata. Leggi

Wikileaks fa paura ai potenti

La cosa più assurda è che alcuni mezzi d’informazione stanno partecipando all’attacco dei servizi di intelligence contro Julian Assange, il direttore di Wikileaks. Leggi

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Europa xenofoba

Perché non chiuderci in trincea e tenere per noi i posti di lavoro, l’istruzione pubblica e la sanità? Perché non ha senso e perché è pericoloso. Leggi

Viva l’economia della felicità

I ricchi sono più felici dei poveri, ma i paesi ricchi non sono più felici di quelli poveri. Gli abitanti della Costarica sono più felici di quelli degli Stati Uniti: la loro vita è più stabile. Leggi

Due generali per Obama

Obama rispetta i suoi generali e sa che la soluzione per uscire dai vespai del mondo islamico è una combinazione di politica, spionaggio e uso selettivo della forza. Ma corre qualche rischio. Leggi

Il dramma dell’identità

Mantenere la propria identità è possibile solo convivendo con gli altri. Leggi

Tempi di speranza

Invece di vivere per pagare il consumo impareremo a vivere direttamente la nostra vita, scrive Manuel Castells. Leggi

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