03 luglio 2017 13:24
  • Un approccio coordinato per sostenere l’Italia nella gestione dei flussi migratori. È l’obiettivo emerso dall’incontro del 2 luglio a Parigi tra i ministri dell’interno di Francia, Germania e Italia e il commissario europeo per le migrazioni. È stato proposto, per esempio, l’istituzione di un codice di condotta per le ong che attuano salvataggi nel mar Mediterraneo, il rafforzamento della guardia costiera libica e dei controlli alle frontiere meridionali della Libia, l’attuazione dei ricollocamenti dei profughi nei paesi europei, un riesame concordato della politica dei visti e dei rimpatri.
  • L’Egitto accoglierà il 5 luglio i capi della diplomazia di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Bahrein per discutere della crisi con il Qatar, posto sotto embargo per il suo presunto sostegno al terrorismo. Fino ad allora è stato prolungato l’ultimatum che i quattro paesi arabi avevano imposto a Doha come termine ultimo entro cui rispondere a tredici richieste, tra cui la chiusura della tv Al Jazeera e l’espulsione delle truppe turche presenti in Qatar. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha parlato con i leader arabi esprimendo la sua preoccupazione per le possibili implicazioni di un’escalation della crisi.
  • Crescono le proteste dei giornalisti statunitensi dopo la diffusione da parte di Donald Trump di un video in cui, durante un incontro di wrestling, prende a pugni un uomo con il volto coperto dal logo della Cnn. Il network statunitense ha definito quello di Trump un atteggiamento infantile non adatto al suo ruolo. Il presidente del Comitato di giornalisti per la libertà di stampa lo ha condannato come una minaccia non solo verso i giornalisti ma anche per la democrazia.
  • La francese Total firma oggi in Iran un accordo da 4,8 miliardi di dollari per lo sfruttamento del giacimento di gas offshore South Pars, il più grande del mondo. I francesi avranno il 50,1 per cento del consorzio mentre il 30 per cento andrà ai cinesi della Cnpci. Total è la prima azienda energetica occidentale a tornare in Iran dopo l’alleggerimento delle sanzioni.
  • In Giappone il Partito liberaldemocratico (Pld) del premier Shinzo Abe ha registrato una sconfitta storica alle elezioni amministrative del 2 luglio a Tokyo. Nell’assemblea uscente il Pld aveva 57 seggi e ne ha persi più della metà, aggiudicandosene solo 23. Non ne aveva mai avuti meno di 38. La coalizione guidata dalla governatrice di Tokyo, Yuriko Koike, eletta nel luglio 2016, ha ottenuto 79 seggi, più della maggioranza assoluta dei 127 seggi dell’assemblea della capitale. Il suo partito Tomin First no Kai (Prima gli abitanti di Tokyo) ne ha conquistati 49. Il risultato potrebbe avere ripercussioni sul governo.