La notte del 26 febbraio 2012 a Sanford, in Florida, il vigilante ispanico George Zimmerman ha sparato al diciassettenne Trayvon Martin, uccidendolo. Martin era un ragazzo afroamericano, studente di liceo, e al momento dell’omicidio si trovava all’interno di un complesso residenziale sorvegliato da Zimmerman. Trayvon era disarmato.
Zimmerman, che all’arrivo della polizia aveva ferite al naso e alla nuca, è stato interrogato per cinque ore sul posto e poi rilasciato perché, secondo le autorità, aveva agito per legittima difesa. Sei settimane dopo, in seguito alle polemiche scoppiate in tutto il paese, è stato accusato di omicidio di secondo grado e omicidio colposo.
Il processo nei confronti del vigilante è cominciato il 10 giugno del 2013. Il 13 luglio il tribunale ha assolto Zimmerman dall’accusa di omicidio di secondo grado, sostenendo ancora una volta che ha agito per legittima difesa. La sentenza ha scatenato nuove proteste in tutto il paese.
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