Il passaggio dell’uragano Matthew ad Haiti ha lasciato dietro di sé, secondo le autorità locali, almeno 900 morti, 60mila persone senza casa e il rischio di un’epidemia di colera sempre più realistico.
Con l’inizio della stagione delle piogge, l’Unicef ha lanciato l’allarme sul pericolo delle malattie trasmesse dall’acqua inquinata, soprattutto per i bambini che vivono nelle aree maggiormente colpite. “Fiumi in piena, acque stagnanti e cadaveri di esseri umani e di animali sono il terreno di malattie trasmesse dall’acqua”, ha detto Marc Vincent, rappresentante Unicef ad Haiti. “Ogni giorno che passa aumenta la minaccia del colera. Siamo in una corsa contro il tempo per raggiungere questi bambini prima che lo facciano le malattie”. Anche prima dell’uragano, solo una persona su tre ad Haiti aveva accesso a latrine adeguate e meno di tre su cinque avevano accesso ad acqua potabile. Anche per questo il paese ha uno dei più alti tassi di incidenza di colera in tutto il mondo.
Dopo aver perso potenza, Matthew ha raggiunto le coste orientali degli Stati Uniti causando la morte di 19 persone.
Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo. Scrivici a: posta@internazionale.it