NUOVE NOTIZIE
  • 14 Apr 2020 18.30

Il punto sul coronavirus in Italia

Il 14 aprile, alle ore 18, il capo della protezione civile Angelo Borrelli ha fatto il punto sulla diffusione del nuovo coronavirus (Sars-cov-2) in Italia.

  • Il 14 aprile sono stati registrati 2.972 nuovi contagi. Ieri erano stati 3.153. Le persone contagiate dall’inizio dell’epidemia sono 162.488, compresi i morti e i guariti.
  • Attualmente risultano positive 104.291 persone, 675 in più rispetto al 13 aprile.
  • Il 14 aprile ci sono stati 602 decessi, 36 in più rispetto a ieri. In totale sono morte 21.067 persone.
  • Il numero dei guariti sale a 37.130 persone, 1.695 in più rispetto al 13 aprile.
  • A oggi 73.094 persone sono in isolamento domiciliare e 3.186 sono nei reparti di terapia intensiva, 74 in meno di ieri.
  • La situazione peggiore resta in Lombardia, dove 1.122 persone si trovano ricoverate nei reparti di terapia intensiva (21 in meno di ieri). I casi di contagio dall’inizio dell’epidemia sono 61.326.
  • Oggi la regione che ha registrato più nuovi contagi è la Lombardia (1.012), davanti al Piemonte (556). Due regioni, Basilicata e Molise, non hanno registrato nuovi contagi.
  • Nelle ultime ventiquattr’ore in Italia sono stati effettuati 26.779 tamponi. Dall’inizio dell’epidemia ne sono stati effettuati 1.073.689.

I dati diffusi dalla protezione civile, anche se utili, vanno letti con cautela. A volte mancano quelli di una o più regioni, e soprattutto non sono omogenei, cioè i criteri con cui sono raccolti non sono gli stessi in tutte le regioni.

Il Fondo monetario internazionale ha previsto che nel 2020 il pil dell’Italia calerà del 9,1 per cento a causa dell’emergenza coronavirus. Nel 2021 potrebbe crescere del 4,8 per cento.

Oggi, come previsto dal decreto del presidente del consiglio dei ministri (dpcm) del 10 aprile, hanno riaperto in Italia alcune attività, ma la situazione varia da una regione all’altra.

Comincerà alla fine di aprile nel Regno Unito la sperimentazione sugli esseri umani di un vaccino messo a punto dall’azienda Advent-Irbm di Pomezia insieme al Jenner institute dell’università di Oxford.

Ieri 16.545 persone sono state multate per aver violato le regole sugli spostamenti (il dato più alto delle ultime settimane), 88 sono state denunciate per false dichiarazioni e 29 per violazione della quarantena. Sessantatré esercizi commerciali che operavano in violazione delle norme sono stati chiusi.

I medici morti dall’inizio dell’epidemia sono 116. I farmacisti morti sono otto.

  • 14 Apr 2020 17.29

Negli Stati Uniti la fase 2 apre uno scontro costituzionale

Quando negli Stati Uniti è cominciata l’emergenza coronavirus Donald Trump ha scaricato sui governatori degli stati le responsabilità dell’aumento dei contagi, e li ha invitati ad arrangiarsi per affrontare la pandemia. I governatori l’hanno preso in parola, ordinando una serie di misure severe per contenere i contagi e cercando come potevano di procurarsi le attrezzature mediche di cui c’era bisogno.

“Ma negli ultimi giorni il presidente sembra aver cambiato idea”, scrive il New York Times. Il 13 aprile, durante una conferenza stampa, ha detto che spetta a lui prendere le decisioni, in particolare quelle che riguardano la riapertura delle attività economiche. Su questo, ha detto Trump, “la mia autorità è totale”. Le sue parole hanno sollevato una serie di questioni costituzionali sui poteri presidenziali e l’hanno messo in linea di collisione con i governatori di molti stati.

Il tema di fondo riguarda la cosiddetta “fase 2”, cioè la graduale riapertura delle attività economiche per evitare gli effetti peggiori della recessione. Trump ha più volte fatto capire che per lui la priorità in questa situazione è far tornare il sistema economico a correre a pieno regime, e finora ha accolto con fastidio i pareri degli scienziati che gli chiedevano di seguire l’approccio adottato nella maggior parte dei paesi occidentali. Molti governatori, guidati da Andrew Cuomo di New York, lo stato più colpito, sostengono che sia sbagliato riaprire tutto all’improvviso, e negli ultimi giorni hanno cominciato a collaborare tra loro per adottare un piano graduale per la ripresa economica. Sulla costa est l’alleanza comprende Connecticut, Delaware, Massachusetts, New Jersey, New York, Pennsylvania e Rhode Island. Sulla costa ovest California, Oregon e Washington, che negli ultimi giorni hanno mandato mille respiratori a New York.

Trump ha risposto ripetendo che solo lui può decidere quando riaprire il paese. Cuomo ha ricordato a Trump che all’inizio della crisi aveva detto di non avere l’autorità per fermare l’attività economica, quindi teoricamente non avrebbe nemmeno l’autorità per farla ripartire. “Questo scontro potrebbe creare il caos in tutto il paese”, conclude il New York Times. “Decreti federali e statali in contrasto tra loro metterebbero in una situazione difficile sia gli imprenditori sia i lavoratori”.

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  • 14 Apr 2020 16.47

Nel Golfo i lavoratori immigrati sono i più colpiti dal virus

Nei paesi arabi del golfo Persico l’epidemia di coronavirus sta cominciando a diffondersi rapidamente, con 16.500 casi confermati e 111 morti. I più colpiti sono i milioni di lavoratori stranieri, provenienti soprattutto dall’Asia, che rappresentano la spina dorsale delle economie di questi paesi, scrive la Reuters.

Gli immigrati lavorano in settori interessati dalle misure adottate per contenere l’epidemia, come l’edilizia, l’ospitalità, il commercio, i trasporti e i servizi, e molti di loro si sono ritrovati disoccupati da un giorno all’altro e senza nessuna fonte di reddito. Inoltre spesso vivono in dormitori affollati, dove anche una dozzina di persone può ritrovarsi a condividere una stanza. Alcune di queste strutture sono diventate focolai di contagio e sono state messe in quarantena.

Le autorità e le organizzazioni umanitarie stanno cercando edifici vuoti per ospitare temporaneamente alcuni di loro. Inoltre diversi governi stanno cercando di rimpatriare gli immigrati che hanno perso il lavoro, ma in molti casi i paesi di origine rifiutano di accoglierli perché non sono in grado di occuparsi di loro.

  • 14 Apr 2020 15.46

La Russia ha smesso di far finta di niente

Dopo aver cercato per settimane di minimizzare la minaccia del nuovo coronavirus, il presidente Vladimir Putin è stato costretto a riconoscere che in Russia la situazione è sempre più grave, i contagi aumentano vertiginosamente e i casi registrati sono ormai molto preoccupanti.

L’ammissione è arrivata il 13 aprile, in una videoconferenza con un gruppo di alti funzionari pubblici ed esperti di sanità, mentre il paese assisteva al maggior aumento dei contagi dall’inizio dell’epidemia: la mattina del 14 aprile in Russia si contavano più di 21mila casi accertati, con un aumento di 2.774 sul giorno precedente, e 170 morti. “Vediamo che la situazione sta cambiando da un giorno all’altro. E purtroppo non in meglio”, ha dichiarato Putin, secondo quanto riportato dal Moscow Times. In base al resoconto del New York Times il presidente ha aggiunto: “Abbiamo un sacco di problemi, niente di cui vantarci e nessun motivo per rilassarci. Non abbiamo ancora raggiunto il picco dei contagi. Nemmeno a Mosca”.

Al momento la capitale, con circa 12mila casi, è la città più colpita del paese, ma il virus è arrivato in quasi tutte le 85 regioni e repubbliche della Federazione. Putin ha infine evocato la possibilità che il Cremlino possa ricorrere alle sue risorse militari per combattere la pandemia. Alle sue parole ha fatto eco l’intervento del sindaco di Mosca, Sergej Sobjanin, alla guida della task force per la lotta al covid-19. “Il numero delle persone che si ammalano sta crescendo rapidamente, e chi contrae il virus sta sempre peggio”, ha detto, aggiungendo poi che gli ospedali e le strutture sanitarie della capitale stanno operando “oltre il limite delle loro possibilità”.

  • 14 Apr 2020 14.35

Un distributore di riso per i poveri in Vietnam

L’imprenditore vietnamita Hoang Tuan Anh ha installato a Ho Chi Minh City un “bancomat” che distribuisce sacchetti da un chilo e mezzo di riso alle persone che hanno perso il lavoro a causa delle misure adottate dal governo per contenere la diffusione del nuovo coronavirus, scrive l’agenzia Reuters. Altri distributori sono stati montati ad Hanoi, Hue e Danang.

Il Vietnam finora ha registrato 262 contagi, nessuno mortale, ma i 15 giorni di distanziamento sociale decisi dal governo alla fine di marzo hanno lasciato molti senza lavoro.

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  • 14 Apr 2020 13.50

Macron scommette sull’11 maggio

Nel discorso con cui ha annunciato la proroga delle misure d’isolamento fino all’11 maggio, il presidente francese Emmanuel Macron ha anche lasciato intravedere un piano piuttosto preciso per la “nuova tappa” della gestione dell’epidemia, quella della convivenza con il virus.

Macron ha promesso che la maggior parte delle attività produttive e commerciali potrà riaprire, e che solo i luoghi di grande affluenza come ristoranti, bar, hotel, cinema, teatri e musei resteranno chiusi fino a nuovo ordine. I francesi potranno tornare a circolare, pur con l’obbligo di portare la mascherina e rispettare i “gesti barriera”. Per i soggetti più a rischio, come gli anziani, l’isolamento resterà invece obbligatorio ancora a lungo. Per ridurre il rischio di una seconda ondata, Macron ha dichiarato che saranno resi disponibili abbastanza tamponi per testare chiunque presenti sintomi riconducibili al nuovo coronavirus e sarà introdotto un sistema di contact tracing per individuare prontamente i contagi. Il governo dovrebbe presentare un piano dettagliato per la riapertura entro la fine di aprile.


L’indicazione più precisa fornita da Macron è quella che riguarda le scuole: l’11 maggio dovrebbero infatti riaprire progressivamente tutti gli istituti, dagli asili nido alle scuole superiori, con delle “regole particolari per organizzare i tempi e gli spazi”. Solo le università resteranno chiuse fino a settembre. Secondo Le Monde l’annuncio ha spiazzato diversi epidemiologi, che davano per scontato che le scuole sarebbero state esentate dalla prima fase delle riaperture. Anche se non ci sono ancora dati precisi sulla diffusione del virus da parte dei bambini, gli scienziati ritengono che le scuole siano tra i principali focolai di contagio.

Macron ha dichiarato che riaprire le scuole è una priorità, per evitare l’aumento delle disuguaglianze sociali. Secondo Le Monde, sulla decisione ha pesato anche la necessità di permettere ai genitori di tornare a lavorare. Il rischio infatti era che in mancanza di altre soluzioni i bambini fossero affidati ai nonni, aumentando la diffusione del virus nella fascia di popolazione più a rischio.

  • 14 Apr 2020 13.06

Storia di un figlio che teme di aver contagiato suo padre


Gianni Zampino si stava prendendo cura di suo padre Antonio, a Torino, quando entrambi hanno contratto il nuovo coronavirus. Tra i due, solo il figlio è sopravvissuto. Nel video del New York Times Gianni Zampino racconta l’accaduto.

  • 14 Apr 2020 12.53

In Kenya l’epidemia favorisce la diffusione dei pagamenti digitali

“La tecnologia ‘made in Africa’ schiera le sue forze nella battaglia globale contro la pandemia”, scrive Le Point Afrique, secondo cui l’epidemia potrebbe avere un piccolo risvolto positivo in Africa, favorendo il passaggio a un’economia cashless.

In Kenya, oltre alla chiusura progressiva delle frontiere, il presidente Uhuru Kenyatta ha deciso che l’uso della moneta digitale è, in questi tempi di emergenza coronavirus, una “priorità nazionale”, e ha invitato i 50 milioni di keniani a privilegiare i pagamenti digitali nella loro vita quotidiana.

Evitare l’uso dei contanti è uno dei modi per limitare i contatti fisici tra gli individui. “Poche ore dopo l’annuncio del presidente, M-Pesa, il principale servizio di mobile banking nel paese, ha deciso di ridurre drasticamente le commissioni sui trasferimenti di denaro”. Si stima che questi servizi siano usati dai due terzi della popolazione adulta del Kenya, paese che finora ha registrato 159 casi di covid-19, di cui 9 letali.

  • 14 Apr 2020 07.52

Le notizie di stamattina sul coronavirus

Scelte dalla redazione di Good Morning Italia

Caute riaperture

Primi spiragli per l’uscita dalla serrata pressoché totale in Italia. Da oggi le librerie, le cartolerie e i negozi di vestiti per bambini possono aprire in tutto il paese tranne in Veneto, Piemonte, Lombardia e Lazio, dove le regioni hanno approvato ordinanze più restrittive. Ripartono le attività forestali, l’industria del legno e la produzione di computer (Corriere). “Chi vuole riaprire ne sarà responsabile”, ha dichiarato il ministro per gli affari Regionali Francesco Boccia.

Regole Una nuova ordinanza della regione Veneto toglie limite dei 200 metri da casa per l’attività motoria, ma rende obbligatoria la mascherina e i guanti per uscire (Sky TG24).

Fase 2 Il governo valuta la riapertura dalla prossima settimana di alcune parti delle filiere della moda, automotive e metallurgia (Il Messaggero). La ministra dei trasporti, Paola De Micheli, anticipa che si punterà su orari flessibili e tecnologie per monitorare l’affluenza sui mezzi pubblici (Rainews). Allo stesso tempo, le uscite saranno scaglionate per fasce d’età, scrive il Corriere. E la sottosegretaria alla cultura, Lorenza Bonaccorsi, si spinge oltre: “Quest’estate si potrà andare al mare” (Repubblica).

  • Doppi turni e lezioni al sabato, la ripartenza della scuola costa tre miliardi (Repubblica).

Il punto I nuovi casi di coronavirus in Italia sono 1.363, in calo rispetto ai quasi duemila di lunedì. Per il decimo giorno di fila diminuiscono i ricoveri in terapia intensiva. Ma i morti superano quota ventimila (Repubblica) e i contagi sono 159.516, con la Lombardia in controtendenza: aumentano malati e decessi (Corriere).

Misure antivirus

Pagamenti in arrivo Un milione di lavoratori autonomi ha ricevuto i 600 euro di indennità; altri 3 milioni di richiedenti lo avranno dal 15 al 17 aprile. Da domani al via il pagamento del bonus baby sitter (Sole 24 Ore). Il ministro del lavoro, Nunzia Catalfo, conferma l’aumento del bonus per i professionisti a 800 euro e un reddito di emergenza per le fasce più deboli (Repubblica).

Prossimi passi Il decreto di aprile sarà coperto in deficit e da 10-11 miliardi di fondi Ue, dice il viceministro dell’economia Antonio Misiani, senza ricorrere al Mes (Adnkronos).

La ricerca Inizieranno a fine aprile nel Regno Unito i test su 550 volontari del vaccino messo a punto dall’azienda Advent-Irbm di Pomezia insieme con lo Jenner Institute della Oxford University (Sky TG24).

Europa in cerca di rilancio

Fate presto Il commissario europeo agli affari economici, Paolo Gentiloni, e il presidente dell’Eurogruppo Mario Centeno chiedono ai leader dei 27 di istituire nel più breve tempo possibile il Recovery Fund dell’Ue (Il Fatto Quotidiano). La commissaria alla concorrenza, Margarete Verstager, apre a un rafforzamento della partecipazione statale nelle aziende per prevenire le acquisizioni estere (Ft).

Chi chiude… Il presidente della repubblica francese ha annunciato l’estensione del lockdown fino all’11 maggio (Euronews). “Non eravamo abbastanza preparati” ha ammesso Emmanuel Macron, aggiungendo di “non poter indicare una data per il ritorno alla normalità” (Reuters).

…e chi prova a riaprire Secondo il governo spagnolo, che ha dato il via libera molto gradualmente ad alcune attività produttive, il paese ha iniziato la fase discendente (El País). L’Austria alleggerisce il confinamento da oggi e la Danimarca riapre le scuole (Dw). Nel Regno Unito il picco della malattia è ancora lontano e non ci sarà un allentamento del lockdown, ha detto il ministro Dominic Raab (Bbc).

  • La scelta dei governi tra economia e salute (Ap).

Nel mondo

Pandemia americana Negli Usa le infezioni sono 568 mila e le vittime 23 mila. Il picco potrebbe arrivare questa settimana, annunciano le autorità sanitarie (Reuters), mentre 9 stati iniziano a pensare a un allentamento della chiusura, tra cui quello di New York (Politico). Per il governatore Andrew Cuomo “il peggio è passato” (Nyt). Allo stesso tempo, Donald Trump ha ribadito che la decisione spetta solo al Presidente degli Stati Uniti (Cnn).

Bilancio globale Il Covid-19 ha raggiunto 1,9 milioni di persone nel mondo, facendo 118.459 vittime. Per l’Oms la malattia è “dieci volte più letale dell’influenza suina del 2009”. L’organizzazione lavora alle linee guida per l’uscita dal confinamento (Dw).

Sguardo a est Il presidente Recep Tayyip Erdoğan ha annunciato un altro fine settimana di chiusura in Turchia dal 17 al 19 aprile (Rfi). In Cina le autorità rischiano l’incidente diplomatico dopo le accuse di discriminazione nei confronti degli africani nel paese (Cnn).

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