NUOVE NOTIZIE
  • 27 Apr 2020 19.00

In alcune zone degli Stati Uniti è la settimana della riapertura

Mentre negli Stati Uniti i casi confermati di covid-19 stanno per superare il milione e i morti sono più di 55mila, molti stati vanno avanti con i loro piani per riaprire gradualmente le attività economiche.

Georgia, Oklahoma, Alaska e South Carolina hanno già consentito ad alcuni settori di ripartire, e come altri stati hanno in programma di allentare il lockdown questa settimana. In Colorado il governatore Jared Polis ha annunciato che il 1 maggio apriranno i saloni di bellezza, i barbieri e i negozi di tatuaggi. In Tennessee il 27 aprile riaprono i ristoranti, e nello stesso giorno scade in Mississippi il decreto che imponeva il distanziamento sociale. In Montana il 3 maggio riapriranno le chiese, con l’obbligo di rispettare il distanziamento, e il 7 maggio toccherà a scuole e ristoranti.

Inoltre ci sono nove stati governati dai repubblicani – Arkansas, Iowa, Nebraska, North Dakota, Oklahoma, South Dakota, Utah and Wyoming – dove i governatori hanno mai adottato il lockdown, e alcune misure di contenimento sono state ordinate da alcune amministrazioni locali.

Fonte: The New York Times

Tutto questo mentre gli esperti mettono in guardia dal rischio di una seconda ondata che potrebbe fare più danni della prima, e mentre il virus si diffonde più rapidamente in stati finora meno colpiti, tra cui alcuni di quelli che stanno per allentare le misure di contenimento, in particolare la Georgia. Molti di questi luoghi sono particolarmente vulnerabili perché non hanno un sistema sanitario all’altezza. Le zone che nel primo mese di pandemia avevano sofferto di più come Washington, California e New York, sembrano uscite dalla fase più grave, ma in generale i contagi stanno aumentando. Il 24 aprile è stato il giorno con il maggiore incremento.

La decisione di far ripartire l’economia in molte zone del paese dipende dal fatto che le prospettive economiche sono sempre più negative, con quasi 30 milioni di persone che finora hanno chiesto il sussidio di disoccupazione, e la disoccupazione che è salita al 16 per cento.

Intanto, secondo alcune anticipazioni, l’amministrazione Trump ha deciso di cambiare il suo messaggio sul nuovo coronavirus, mettendo l’accento sulla necessità di far ripartire l’economia. Di conseguenza l’attenzione alle statistiche sanitarie verrà ridimensionata, così come il ruolo degli scienziati che consigliano Trump, come Anthony Fauci e Deborah Birx.

  • 27 Apr 2020 18.28

Il punto sul coronavirus in Italia

Il 27 aprile, alle ore 18, il capo della protezione civile Angelo Borrelli ha fatto il punto sulla diffusione del nuovo coronavirus (Sars-cov-2) in Italia.

  • Il 27 aprile ci sono stati 1.739 nuovi contagi. Ieri erano stati 2.324. Le persone contagiate dall’inizio dell’epidemia sono 199.414, compresi i morti e i guariti.
  • Attualmente risultano positive 105.813 persone, 290 in meno rispetto al 26 aprile.
  • Il 27 aprile ci sono stati 333 decessi, 73 in più rispetto a ieri. In totale sono morte 26.977 persone.
  • Il numero dei guariti sale a 66.624 persone, 1.696 in più rispetto al 26 aprile.
  • A oggi 83.504 persone sono in isolamento domiciliare e 1.956 sono nei reparti di terapia intensiva, 53 in meno di ieri.
  • La situazione peggiore resta in Lombardia, dove 680 persone si trovano ricoverate nei reparti di terapia intensiva (26 in meno di ieri). I casi di contagio dall’inizio dell’epidemia sono 73.479.
  • Oggi la regione che ha registrato più nuovi contagi è la Lombardia (590), davanti al Piemonte (278). La Basilicata e il Molise non hanno registrato nuovi contagi.
  • Nelle ultime ventiquattr’ore in Italia sono stati effettuati 32.003 tamponi. Dall’inizio dell’epidemia ne sono stati effettuati 1.789.662.
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I dati diffusi dalla protezione civile, anche se utili, vanno letti con cautela. A volte mancano quelli di una o più regioni, e soprattutto non sono omogenei, cioè i criteri con cui sono raccolti non sono gli stessi in tutte le regioni.

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In serata il presidente del consiglio Giuseppe Conte visiterà Milano, Bergamo e Brescia per la prima volta dall’inizio dell’epidemia.

Riguardo alle visite ai congiunti, che saranno autorizzate in Italia a partire dal 4 maggio, fonti del governo hanno precisato che con questo termine s’intendono anche fidanzati e affetti stabili. Nei prossimi giorni saranno chiariti i dubbi interpretativi sul nuovo decreto.

Domenico Arcuri, commissario del governo per l’emergenza coronavirus, ha raggiunto un accordo con i farmacisti per la vendita ai cittadini delle mascherine chirurgiche a un prezzo massimo di 0,50 euro.

Il presidente della regione Veneto Luca Zaia ha firmato un’ordinanza che consente lo spostamento individuale per attività motoria all’aria aperta nel proprio comune di residenza, rispettando il divieto di assembramenti. I veneti potranno inoltre raggiungere le loro seconde case, anche al di fuori del comune di residenza.

I medici morti dall’inizio dell’epidemia sono 151.

  • 27 Apr 2020 17.47

Boris Johnson è guarito, il Regno Unito no

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Il 27 aprile il premier britannico Boris Johnson è tornato al lavoro dopo tre settimane di assenza a causa del covid-19, che a un certo punto aveva fatto temere per la sua vita. Nella sua prima dichiarazione alla stampa, Johnson ha avvertito che il Regno Unito è ancora nella fase di “massimo rischio” per la pandemia e che non è ancora il momento di allentare le misure di isolamento adottate il 23 marzo, diversi giorni dopo la maggior parte degli altri paesi europei. Secondo molti questo ritardo è il principale motivo per cui il virus ha colpito così duramente il Regno Unito, provocando più di ventimila morti.

Johnson ha dichiarato che un allentamento delle misure non sarà valutato prima del 7 maggio e ha chiesto ai britannici di avere pazienza. Ma le critiche alla sua gestione si fanno sempre più intense, soprattutto per i ritardi nell’adeguamento del sistema sanitario. Il governo ha ammesso che l’obiettivo di effettuare centomila test al giorno entro la fine di aprile, su cui si basava la sua strategia per ridurre i contagi, non sarà rispettato a causa di problemi tecnici. Negli ultimi giorni la curva dei contagi sembra essersi stabilizzata, ma i nuovi casi sono ancora più di quattromila al giorno e non accennano a diminuire.

Nonostante l’emergenza, il ministro dell’ufficio di gabinetto Michael Gove ha dichiarato che il Regno Unito non chiederà un’estensione del periodo di transizione dopo l’uscita dall’Unione europea. Pochi giorni fa il capo negoziatore europeo Michel Barnier aveva avvisato che le trattative per un nuovo accordo sui rapporti tra Londra e l’Unione andavano a rilento, e che alla luce della pandemia sarebbe stato meglio darsi più tempo – un’opinione condivisa dalla cancelliera tedesca Angela Merkel. Gove si è invece detto convinto che i negoziati si concluderanno nei termini stabiliti. Il Regno Unito ha tempo fino al 30 giugno per chiedere una proroga fino a due anni, altrimenti il 31 dicembre tutti i suoi accordi commerciali e di cooperazione con l’Unione decadranno.

  • 27 Apr 2020 16.06

Quanti potrebbero essere i morti da covid-19

Il bilancio delle vittime del nuovo coronavirus potrebbe essere più alto di quasi il 60 per cento rispetto alle statistiche ufficiali, scrive il Financial Times, che ha provato a calcolare le morti in eccesso dovute al covid-19 in 14 paesi. Secondo il quotidiano le statistiche sulla mortalità di questi paesi registrano, durante le settimane della pandemia, 122mila decessi in più rispetto alla media degli anni precedenti, un numero decisamente superiore ai 77mila morti per covid-19 registrati in quei paesi nello stesso periodo.

Se la proporzione fosse la stessa in tutto il mondo, il bilancio globale delle vittime della malattia sarebbe più vicino a 318mila, e non intorno a duecentomila.

Per calcolare le morti in eccesso, il Financial Times ha messo a confronto il totale dei morti (per tutte le cause) in una data località nelle settimane di diffusione della pandemia tra marzo e aprile del 2020 con la media delle stesse settimane negli anni tra il 2015 e il 2019. Il totale di 122mila decessi rappresenta un 50 per cento in più di decessi rispetto alla media storica nei paesi presi in esame.

Non tutte le morti in eccesso sono attribuibili al nuovo coronavirus: per esempio, alcune avrebbero potuto essere state determinate dal fatto che le persone hanno cercato di evitare gli ospedali in quel periodo. E come spiega Laura Tonon su Internazionale, in un paragone del genere bisogna tener conto anche di fattori come “la variazione della popolazione residente e il suo progressivo invecchiamento”.

Numero di morti per tutte le cause. Il dato del 2020 è in rosso, in grigio scuro la media storica.
  • 27 Apr 2020 15.12

I grandi dimenticati

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“Qui è complicato mantenere la distanza di sicurezza”. La vignetta di Javier Royo.

  • 27 Apr 2020 14.30

La pandemia mette alla prova le competenze tecnologiche dei giapponesi

“Quando il governo di Tokyo all’inizio di aprile ha dichiarato l’emergenza per limitare la diffusione del nuovo coronavirus e ha chiesto ai giapponesi di lavorare da casa, molti sono corsi nei negozi di elettronica”, scrive Yuri Kageyama sull’Associated Press. “Una parte dei giapponesi infatti non ha gli strumenti per lavorare da casa. A dispetto dell’immagine di un paese ultramoderno con i suoi robot, il design raffinato e la passione per i gadget, il Giappone per certi versi arranca sotto il profilo tecnologico”.

“L’ostacolo maggiore”, continua la corrispondente dell’agenzia da Tokyo, “è la cultura aziendale. Molte case non dispongono di una connessione internet veloce, e spesso sul posto di lavoro molti documenti devono essere timbrati con sigilli speciali, gli hanko, che sostituiscono la firma. A causa di queste abitudini molti giapponesi non possono lavorare da casa, almeno non tutto il tempo. E poi c’è il fax. Secondo una ricerca commissionata dal governo, questa macchina è ancora presente in un terzo delle case giapponesi. È raro che un ufficio non ce l’abbia. Molte istituzioni prestigiose non ricorrono alle email e insistono nel ricevere informazioni e documentazione solo via fax”.

Secondo l’esperta di smart working Yuri Tazawa, una delle difficoltà nel lavorare da casa è che nelle aziende gli incarichi non sono sempre ben definiti e spesso i dipendenti lavorano in squadra. Quindi si dovrebbero individuare soluzioni specifiche, come riunioni solo audio su Zoom che durano l’intera giornata, durante le quali i colleghi possano scambiarsi costantemente commenti e consigli. Inoltre le grandi aziende come la Toyota hanno dei protocolli per il lavoro a distanza, ma non vale lo stesso per le piccole e medie imprese che formano il 70 per cento di quest’economia. Per non parlare del fatto che per gli impiegati l’interazione faccia a faccia con i capi è fondamentale per capire le loro intenzioni, e viene spesso premiata l’abilità di “annusare” o “leggere” l’atmosfera.

  • 27 Apr 2020 13.18

In Spagna i bambini escono per la prima volta da sei settimane

Il governo spagnolo ha cominciato ad allentare le rigide misure d’isolamento imposte il 14 marzo per contrastare la diffusione del nuovo coronavirus. Dal 26 aprile i bambini fino a 13 anni sono autorizzati a uscire per un’ora al giorno accompagnati da un adulto. Per il momento i parchi giochi restano chiusi, e non si parla ancora di riaprire le scuole. I ragazzi di 14 anni erano già autorizzati a uscire per comprare farmaci e generi alimentari.

Il premier Pedro Sánchez ha dichiarato che se le condizioni lo consentiranno nelle prossime settimane saranno eliminate altre restrizioni. A partire dal 2 maggio potrebbe essere consentito ai cittadini di uscire per passeggiare e fare attività fisica. Inoltre è allo studio un piano per consentire la ripresa del turismo, che prima della crisi rappresentava il 12 per cento del pil spagnolo.

Il 26 aprile l’istituto Carlos III ha avviato uno studio sulla diffusione del virus che dovrebbe sottoporre a test sierologico un campione di novantamila persone. I primi risultati dovrebbero essere annunciati entro due settimane.

La Spagna è il paese europeo con più casi confermati di covid-19 (209mila) e il secondo dopo l’Italia per numero di morti (23.500). Inoltre ha uno dei più alti tassi di contagio tra il personale sanitario. Negli ultimi giorni la diffusione del virus ha cominciato a rallentare, ma i contagi continuano a crescere più rapidamente che in Italia.

  • 27 Apr 2020 12.30

In Germania si parla di istituire il diritto a lavorare da casa

Il ministro tedesco del lavoro Hubertus Heil (Partito socialdemocratico, Spd) ha dichiarato al quotidiano Bild di voler proporre una legge per dare ai dipendenti il diritto a lavorare da casa anche quando la pandemia sarà finita. La legge potrebbe essere presentata in autunno e dovrebbe permettere ai lavoratori che possono svolgere le loro mansioni in remoto di restare a casa a tempo pieno o per qualche giorno alla settimana. Inoltre dovrebbe prevedere delle norme per evitare che la giornata lavorativa si estenda al di fuori dell’orario stabilito.

La proposta di Heil ha subito fatto discutere. Il ministro delle finanze Olaf Scholz, anche lui socialdemocratico, l’ha sostenuta, sottolineando che “le ultime settimane hanno dimostrato quanto è possibile fare in questo senso, e questo è un risultato che non dovremmo sprecare”. Secondo le prime stime, dall’inizio della pandemia in Germania la percentuale di quelli che lavorano da casa è salita dal 12 al 25 per cento. L’associazione tedesca dei datori di lavoro (Bda) ha invece reagito con scetticismo, dichiarando che non è il momento di imporre nuove regole alle aziende. Anche l’Unione cristianodemocratica, partner di coalizione dell’Spd, sembra piuttosto ostile. La capogruppo dei Verdi Katrin Goering-Eckardt si è invece detta favorevole all’idea, ma solo se il governo creerà le condizioni per estendere il più possibile questo diritto, per esempio fornendo a tutti una connessione internet a banda larga.

In quasi tutti i paesi colpiti dal nuovo coronavirus il lavoro da casa è stato incoraggiato per ridurre gli spostamenti e i contatti, ma alcuni dati dimostrano che questa tendenza ha aumentato la disuguaglianza tra i lavoratori a basso e ad alto reddito. L’Economist cita uno studio secondo cui chi guadagna più di 70mila dollari all’anno può svolgere in media il 60 per cento delle sue mansioni da casa, mentre per chi guadagna meno di 40mila dollari all’anno il dato scende sotto il 40 per cento. Secondo i dati raccolti da Google, nelle aree più ricche degli Stati Uniti gli spostamenti sono diminuiti del 39 per cento, mentre in quelle più povere solo del 27 per cento. Questa differenza determina inevitabilmente disparità nei tassi di contagio e di mortalità.

Cambiamento negli spostamenti verso i luoghi di lavoro negli Stati Uniti rispetto al reddito
  • 27 Apr 2020 11.59

Le conseguenze della pandemia sulla salute mentale in Italia

In Italia le persone assistite dai servizi specialistici perché soffrono di una malattia psichiatrica sono circa 851mila. Secondo il ministero della salute, nel 2017 quelle che si sono rivolte per la prima volta ai dipartimenti di salute mentale sono state 335mila e l’hanno fatto perché soffrivano di depressione, di schizofrenia o di sindromi nevrotiche. L’Istat ricorda che questi numeri possono essere ancora più grandi. “Si stima che in Italia superino i 2,8 milioni coloro che hanno sofferto di depressione nel corso del 2015”, scrive l’istituto di ricerca, “e che siano 1,3 milioni coloro che hanno presentato i sintomi della depressione maggiore nelle due settimane precedenti l’intervista”.

Le situazioni di crisi come quella attuale “sono quasi sempre accompagnate da un aumento di depressione, ansia, stress e altri disturbi mentali, ma anche da comportamenti dannosi e autolesionisti”, scrive il Quotidiano Sanità. Un’analisi pubblicata sulla rivista medica The Lancet ha sintetizzato alcuni studi sulla quarantena durante le epidemie di Sars, Mers, ebola. Le ricerche evidenziano diversi effetti psicologici negativi: dai sintomi del disturbo post-traumatico da stress alla rabbia, dall’insonnia alla depressione, all’esaurimento emotivo.

L’emittente britannica Bbc ha intervistato persone che stanno facendo i conti con alcuni di questi effetti e gli psicologi della Croce Rossa, così da raccontare le conseguenze della pandemia causata dal nuovo coronavirus sulla salute mentale in Italia. “Il numero dei morti è secondo solo a quello degli Stati Uniti e il lockdown è il più stringente e duraturo in Europa”, si legge nel testo che presenta il video, “secondo i medici tutto questo sta creando un’emergenza nel campo della salute mentale a cui l’Italia non è pronta”.

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  • 27 Apr 2020 10.55

Il Venezuela sta affrontando l’epidemia meglio del previsto

Il Venezuela, contrariamente a quello che si temeva all’inizio della pandemia, sembra riuscire ad arginare il contagio meglio dei paesi vicini. Il 26 aprile la Repubblica bolivariana registrava 325 casi di covid-19 e dieci vittime. Medici e ricercatori scientifici, come anche qualche rappresentante dell’opposizione, hanno ammesso che finora il presidente Nicolás Maduro ha gestito bene la crisi sanitaria, prendendo per tempo le misure d’isolamento necessarie a rallentare il contagio, scrive Le Monde.

In ogni caso la mancanza di risorse negli ospedali venezuelani – unita alla grave crisi economica in corso da anni – continua a far temere che la situazione sanitaria possa peggiorare. “Il governo non dispone delle risorse per aiutare i cittadini e le aziende a sopravvivere durante l’isolamento”, dice l’economista Luis Vicente León al quotidiano francese. Gli aiuti alimentari distribuiti da Caracas non bastano per sostenere le famiglie più povere e, come in altri paesi del Sudamerica, molte persone sono costrette a uscire per lavorare.
Da settimane nel paese c’è una carenza di petrolio che, paradossalmente, ha favorito il rispetto della quarantena, visto che molte persone non possono più spostarsi. Ma allo stesso tempo ha paralizzato quel che resta dell’attività economica nazionale, ha complicato la distribuzione degli alimenti e ha ridotto anche gli spostamenti delle ambulanze.

Riguardo ai dati diffusi dal governo, l’opposizione guidata da Juan Guaidó e una parte della comunità scientifica denunciano che le informazioni sono poco trasparenti e piene di contraddizioni. Ma secondo El País l’emergenza potrebbe trasformarsi in un’insperata opportunità politica affinché il governo di Maduro e l’opposizione trovino finalmente un terreno comune di dialogo per cominciare a ricostruire la democrazia venezuelana.

  • 27 Apr 2020 07.37

Le notizie di stamattina sul coronavirus

Scelte dalla redazione di Good Morning Italia

Fase uno e mezzo

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha firmato il decreto per la fase 2 del coronavirus: a partire dal 4 maggio ripartiranno gran parte delle attività industriali, costruzioni e commercio all’ingrosso (Sole 24 Ore). Gli spostamenti saranno limitati ai confini regionali, se non per ragioni di lavoro e salute. Sarà possibile incontrare parenti ma mantenendo le distanze (Repubblica). Mascherine obbligatorie solo negli ambienti chiusi. Negozi, musei e mostre riaprono il 18 maggio. Dal 1 giugno anche bar, ristoranti e centri estetici (Corriere). Sì ai funerali fino a un massimo di 15 persone, ma no alle messe: i vescovi protestano (Ansa).

  • Numero chiuso e mascherina, le linee guida per i mezzi pubblici (Ansa).

I silenzi di Conte Il nuovo decreto non affronta molte questioni che rimangono irrisolte: la strategia da adottare su tamponi e test sierologici, l’uso dell’app di tracing, il futuro della scuola. Il premier ha citato un nuovo intervento “Sblocca-Paese” di riforme strutturali, senza però fornire grandi informazioni in merito.

Primo passo Da oggi possono ripartire i distretti del manifatturiero legati all’export, i cantieri per dissesto, scuola, carceri ed edilizia pubblica (Lettera 43). Gli enti locali chiedono un confronto sulla logistica (Fatto Quotidiano), il presidente designato di Confindustria, Carlo Bonomi, un “metodo per arrivare alla riapertura” (HuffPost).

Decreto aprile Rinnovo del congedo per i genitori e del bonus baby-sitter, oltre a quello per i lavoratori autonomi di 7-800 euro (ma con paletti di reddito), blocco dei licenziamenti per altri due mesi: sono alcune delle misure in arrivo con il decreto aprile (Quotidiano.net).

  • L’Italia della ricostruzione: l’editoriale di Giuseppe De Bellis, direttore di Sky TG24.

Bilanci In Italia il numero di vittime ieri è sceso a 260, il dato più basso dal 15 marzo (Repubblica). Cala di un centinaio il numero di ricoverati in terapia intensiva, ma dopo 5 giorni in discesa i contagi salgono di 256. In Lombardia domenica ci sono state quasi mille nuove diagnosi (Rainews).

  • La tempesta perfetta della Lombardia è un monito per il mondo intero (Ap).

Screening L’azienda Abbott, vincitrice del bando pubblico per i test sierologici, ne fornirà 4 milioni entro la fine di maggio. “Faremo fino a 200 analisi l’ora grazie a una rete di mille laboratori”, annuncia la società (Messaggero).

Epidemia globale

I contagi nel mondo sono quasi tre milioni (Johns Hopkins University). Superati i 203mila morti, ma secondo un’analisi del Financial Times sulle statistiche di mortalità in 14 paesi, le vittime sarebbero il 60 per cento in più.

Sguardo avanti Francia e Spagna illustreranno domani i piani per la ripresa delle attività (Reuters). Nel paese iberico le vittime ieri sono scese a 300 e i bambini sono tornati a uscire (Ap). In Francia le nuove vittime sono 242, in netta diminuzione (France 24). In Gran Bretagna il primo ministro Boris Johnson valuta un allentamento del lockdown prima del 7 maggio (Telegraph).

Motori accesi In Germania il quartier generale Volkswagen riparte oggi (Reuters). Berlino progetta la riapertura delle scuole a maggio, ma pensa a una legge per il diritto al lavoro da casa anche dopo la pandemia (Dw).

Stati Uniti in trincea

Mentre una parte degli stati americani prepara la riapertura, quasi duemila persone sono morte ieri nel paese per covid-19, portando il bilancio a 54mila vittime (Wp). A New York si potrà fare il test in farmacia, annuncia il governatore Andrew Cuomo (Bbc).

  • Quasi nove milioni di americani vivono a una distanza di almeno 30 minuti dall’ospedale più vicino (Nyt).

Allentamento In Cina ufficialmente non ci sono vittime da oltre una settimana e Wuhan ha dimesso gli ultimi pazienti covid. Le scuole superiori iniziano a riaprire (Nyt).

Contagio economico

Il crollo dell’aviazione Il ceo di Airbus avvisa il personale di un taglio imminente dei costi (Bloomberg). Emirates attinge alle riserve per rimborsare 500mila biglietti e Richard Branson cerca capitali privati per risollevare la Virgin Atlantic (Telegraph).

Risposte europee Il Recovery fund europeo “dovrebbe ammontare a 1.500 miliardi di euro ed essere disponibile entro metà settembre”, dice il commissario europeo Paolo Gentiloni (Bloomberg).

Sport in attesa

Gli allenamenti individuali in Italia potranno ricominciare il 4 maggio, quelli in squadra il 18 maggio. “Più avanti valuteremo se ci sono le condizioni per consentire la conclusione dei campionati”, ha detto il premier (Gazzetta).

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