A questo punto è difficile capire quali saranno le ricadute degli attacchi terroristici sulla sicurezza internazionale e sulle relazioni economiche. Tutti i membri della comunità internazionale ne hanno risentito immediatamente quando gli Usa hanno chiuso i loro aeroporti e hanno fermato la borsa e ogni scambio economico. E soprattutto quando i prezzi di petrolio e oro sono schizzati verso l’alto.
Le conseguenze sono particolarmente gravi per la Corea del Sud, poiché nel suo territorio si trovano 37mila soldati dislocati per difenderlo da eventuali attacchi della Corea del Nord, che Washington ha inserito nella sua lista dei cosiddetti “Stati canaglia”. Per questo motivo, Seoul ha immediatamente allertato esercito e forze di polizia e ha rafforzato la vigilanza intorno alle installazioni militari statunitensi e ad altre basi dello Stato. Il governo ha anche tentato di contenere eventuali ripercussioni dello sconvolgimento finanziario mondiale ritardando l’apertura della borsa di tre ore. Da parte sua, il presidente Kim Dae Jung, in diretta, ha lanciato un appello alla nazione perché mantenga la calma e aiuti il governo a stabilizzare i mercati finanziari. Nonostante gli sforzi, la borsa ha subìto una grave caduta.
Un’altra preoccupazione dei politici sudcoreani riguarda il modo in cui la terribile notizia della tragedia statunitense influirà sui rapporti fra Corea del Nord e Corea del Sud. Sperano che non sia una doccia fredda per la conferenza di quattro giorni in programma a partire dal 15 settembre, il primo contatto a livello governativo tra i due paesi dopo un intervallo di nove mesi. Malgrado le preoccupazioni politiche ed economiche della Corea del Sud, oscurate dalle sofferenze americane, il governo sudcoreano ha detto in una dichiarazione ufficiale: “Sperando che il popolo americano superi questo terribile momento con coraggio, in qualità di stretti alleati degli Stati Uniti siamo pronti a fornire tutto l’aiuto necessario”. sdf The Korea Herald
Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo. Scrivici a: posta@internazionale.it
Questo articolo è uscito sul numero 403 di Internazionale, a pagina 57. Compra questo numero | Abbonati